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La pirateria editoriale sottrae al commercio lecito di libri 771 milioni

Si tratta di oltre un terzo del mercato complessivo che, rapportato all’indotto complessivo di servizi e logistica, ammonta a 1,88 miliardi

La pirateria non colpisce solo i contenuti multimediali ma, specialmente dopo la pandemia, è aumentata a dismisura anche nel settore del libro. Come indica una ricerca Ipsos commissionata dall’Associazione Italiana Editori, nell’ultimo anno un italiano su tre sopra i 15 anni ha compiuto almeno un atto di pirateria editoriale.

Ancora, nel report si legge che nel complesso ci sono stati 332mila atti di pirateria editoriale ogni giorno: un dato che cresce del 5% rispetto al 2019.

Secondo le stime del report, la pirateria sottrae al commercio lecito di libri almeno 771 milioni di euro di fatturato annuo, pari al 31% del mercato complessivo al netto del settore scolastico e dell’export.

Rapportando questo dato all’indotto complessivo e comprensivo anche di servizi e logistica, la perdita ammonta a 1,88 miliardi annui, che si traducono in una perdita per il fisco di 322 milioni e in 5.400 posti di lavoro in meno nella sola filiera editoriale.

Andando ad esaminare i settori specifici, si nota come la situazione della pirateria sia particolarmente preoccupante nell’editoria universitaria e nell’editoria professionale. Stando al report l’81% degli studenti universitari ha compiuto almeno un atto di pirateria nel 2021, con una media di almeno 10 testi piratati a testa. In questo caso il danno economico annuo ammonta a 230 milioni di euro l’anno (pari ad almeno 6 milioni di copie vendute in meno).

Non è da meno il mondo dei liberi professionisti: il 56% della categoria fra avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti, si è reso responsabile di almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno (la media è di 9,3 testi piratati a testa).

L’incremento di questo reato è fortemente dipendente anche dalla consapevolezza dei cittadini. Secondo l’indagine svolta, è calata anche la percentuale delle persone che si dichiarano consapevoli di star compiendo un atto illecito, passata dall’84% all’82%, mentre aumenta di due punti percentuali la percentuale di chi ritiene improbabile una punizione.

«Continuare a correre dietro le nuove tipologie di illecito o prevenirle» ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria Giuseppe Moles, che ha invocato contro la pirateria un “approccio nuovo, integrato e soprattutto di medio e lungo termine“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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