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Un italiano su tre non sa cosa sia il Metaverso

Non mancano scetticismo e diffidenza nei confronti della nuova frontiera del virtuale, specialmente nei segmenti femminili e più maturi della popolazione

A che punto è la consapevolezza degli italiani rispetto al Metaverso? Sull’argomento si è aperto da tempo un ampio dibattito che coinvolge imprese, esperti digitali e sognatori ma, stando ai risultati di una ricerca della società di consulenza Sensemakers, per la popolazione italiana il Metaverso presenta ancora diverse zone grigie.

In particolare, dal sondaggio emergono una certa diffidenza nei suoi confronti ma anche una forte polarizzazione delle posizioni, in stretta correlazione con il sesso, l’età e il livello di scolarizzazione. La consapevolezza media è del 25%, più alta negli uomini (30%) e più bassa nelle donne (21%).

Conoscono meglio il Metaverso, come prevedibile, i giovani della fascia d’età 18-24 (37%), seguiti dalla fascia 25-34 anni, mentre solo il 13% degli over 65 sa cosa significhi questo mondo. In generale, il 30% dei possessori di un titolo di studio elevato conosce il Metaverso, contro il 19% di chi ha una scolarizzazione di base.

Il 51% degli intervistati è convinto che il Metaverso non sia solo un ambiente virtuale, ma costituisca una vera e propria realtà parallela capace di incidere nella quotidianità della vita reale.

In particolare, le reazioni sul Metaverso si fanno più critiche per quanto riguarda i suoi impatti sociali: il 43% del campione ritiene che questa realtà virtuale non farà che aumentare ulteriormente il potere delle società tecnologiche (una percezione particolarmente elevata fra i più giovani e scolarizzati) e per il 30% delle persone questo potrebbe anche amplificare diseguaglianze economiche e sociali.

Nondimeno, il 56% degli italiani è convinto che le aziende facciano bene a investire nel Metaverso, mentre è convinto del contrario il 51% delle donne che preferirebbe assistere a investimenti in cose “reali” e problemi concreti.

«Alcuni segnali di diffidenza evidenziati dai segmenti femminili e più maturi non vanno tuttavia sottovalutati soprattutto in un Paese come il nostro dove il digital divide è ancora forte – spiega il ceo di Sensemakers Fabrizio Angelini – Anche perché la percezione comune è che il Metaverso potrebbe amplificare squilibri e diseguaglianze del mondo digitale proprio in una fase in cui l’attenzione delle aziende al “Purpose” e ai problemi della vita reale è particolarmente alta».

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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