
Zelensky: “Mosca vuole il Donbass e il sud dell’Ucraina ma ci difenderemo. Orban? Unico in Europa a sostenere Putin”
Al 38esimo giorno di conflitto, la guerra muta la sua geografia. Da un lato si denota una diminuzione dell’intensità degli attacchi, come dichiarato nel report quotidiano dello Stato maggiore delle forze armate.
Dall’altro i bombardamenti proseguono e “si prevede la creazione di battaglioni volontari di residenti dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina e mercenari.” Anche a Kharkiv “l’intensità dei bombardamenti è diminuita, le unità delle forze di occupazione si stanno raggruppando, probabilmente per continuare le operazioni attive nella direzione di Izium“.
«Gli sforzi principali degli occupanti si sono concentrati sugli insediamenti di Rubizhne e Popasna, sulla preparazione per l’attacco a Severodonetsk, sull’ottenimento del pieno controllo di Mariupol, nonché sull’accesso a Vugledar e Marinka» conclude il report.
Intanto si riferisce anche di forti esplosioni, almeno una decina, attorno alle cinque del mattino a Odessa nei pressi del centro; si tratta probabilmente di missili che hanno innalzato diverse colonne di fumo sopra la città. Non sono ancora chiari gli obiettivi colpiti.
Sul fronte delle evacuazioni, la Russia ha annunciato che aprirà il corridoio umanitario da Mariupol a Berdyansk garantendo il cessate il fuoco per l’evacuazione degli stranieri e l’ingresso di navi nel porto della città.
«Siamo consapevoli che il nemico ha riserve per aumentare la pressione a est – ha dichiarato il presidente ucraino Zelensky in un videomessaggio – Qual è il nostro obiettivo? Proteggere la nostra libertà, la nostra terra, la nostra gente».
«Stiamo rafforzando le difese – ha aggiunto – nella zona orientale e nel Donbass. Bisogna elogiare il coraggio e la resilienza di coloro che difendono le città, ma anche dire che il nostro Paese non ha ricevuto abbastanza moderni sistemi antimissilistici dagli alleati occidentali».
Zelensky non risparmia parole neanche per Viktor Orban, “praticamente l’unico in Europa a sostenere apertamente Putin“. Il presidente ha ribadito di “aver parlato francamente di Orban: questa è l’onestà che manca al signor Orban, potrebbe averla persa da qualche parte nei suoi contatti con Mosca“.
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov è tornato a chiarire le posizioni russe sui negoziati, al momento in stallo. Mosca auspicherebbe la firma di una bozza dopo la quale sarebbe “ipoteticamente possibile” un incontro fra Putin e Zelensky.
Affinché i due leader siedano allo stesso tavolo dunque è necessario che “un documento specifico maturi nel lavoro delle due delegazioni. Non un insieme di idee“, si precisa, “ma un documento scritto specifico“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/POLIZIA UCRAINA
Potrebbe interessarti anche: