
Rivista al ribasso l’economia mondiale a causa della guerra. -8,5% nel 2022 per il Pil Russia, per Ucraina -35%
Il Fondo monetario internazionale taglia le stime di crescita 2022 e 2023 per l’Italia. Dopo il +6,6% del 2021 il Pil del Paese è previsto aumentare quest’anno del 2,3%, cioè 1,5 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di gennaio. Per il 2023 la crescita è attesa all’1,7%, 0,5 punti in meno. Secondo l’Fmi l’Italia e la Germania sono i due Paesi dell’area euro che hanno subito le maggiori revisioni al ribasso in seguito alla “maggiore dipendenza” dall’energia russa.
La guerra in Ucraina rallenta anche la ripresa mondiale, con il Pil previsto crescere quest’anno e il prossimo del 3,6%, ovvero 0,8 e 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di gennaio. «L’inflazione è un chiaro pericolo per molti Paesi: resterà elevata più a lungo del previsto – ha detto Pierre-Olivier Gourinchas, il capo economista del Fmi. – Questo complicherà l’azione delle banche centrali, alle prese con il contenere le pressioni dei prezzi e salvaguardare la crescita». Il Fondo prevede nello specifico un’inflazione al 5,7% quest’anno per le economie avanzate e all’8,7% in quelle emergenti e i via di sviluppo.
La guerra affonda anche l’economia dell’Ucraina e della Russia. Secondo le stime del Fmi, dopo il +4,7% del 2021 il Pil russo si contrarrà quest’anno dell’8,5% e il prossimo del 2,3%, in quella che è una brusca battuta rispetto alle stime precedenti. In gennaio infatti il Fondo aveva previsto per la Russia una crescita del 2,8% quest’anno e del 2,1% il prossimo.
Ma una contrazione ben più severa la sperimenterà l’Ucraina che nel 2022 vedrà il Pil crollare del 35%. «Anche se il conflitto dovesse finire presto, la perdita di vite umane, la distruzione e la fuga dei cittadini limiteranno severamente l’attività economica per anni», si legge in una nota.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: SHUTTERSTOCK
Ti potrebbe interessare anche: