
Blinken annuncia il rientro dei diplomatici Usa a Kiev. Niente corridoio umanitario ad Azovstal
Il fuoco della guerra è arrivato oltre la frontiera tra Russia e Ucraina: gli incendi hanno colpito due depositi di carburante a Bryansk, nel sud ovest della Russia, ma per il momento non si contano vittime.
Il segretario di Stato Usa Antony Blinken si trova a Kiev, dove ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel corso dell’incontro, Blinken ha annunciato che in settimana i diplomatici statunitensi torneranno a Leopoli, con visite di un giorno.
Rimane chiusa per il momento l’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev ma Washington ha accelerato la revisione delle condizioni di sicurezza e Blinken ha confermato che il Dipartimento di Stato riaprirà l’Ambasciata lì non appena la situazione lo consentirà.
Negli attacchi missilistici russi sull’infrastruttura ferroviaria vicino a Zhmerynka, nella regione di Vinnytsia, sono morte cinque persone mentre 18 sono rimaste ferite. Sono ripresi nel pomeriggio i bombardamenti a Kharkiv e si contano tre nuove vittime.
“Putin contro tutti”: si potrebbe riassumere così l’intervento del presidente della Federazione Russa al Consiglio dell’ufficio del procuratore generale, durante il quale il leader del Cremlino si è scagliato contro l’Occidente, accusandolo di voler “dividere la società russa e distruggere la Russia dall’interno“. «La società russa mostra maturità, coesione, sostiene le forze armate del Paese e gli sforzi volti a garantire la sicurezza della Russia stessa e a sostenere i cittadini che vivono nel Donbass», ha rimarcato Putin.
Il presidente russo ha poi dichiarato che sono arrivati in Russia già un milione di rifugiati, di cui “oltre 100 mila bambini“, e ha accusato i “nazionalisti ucraini” e i “mercenari stranieri” di “numerose violazioni del diritto internazionale“.
In Ucraina le sirene antiaeree hanno suonato questa mattina in numerose regioni: Cherkasy, Chernihiv, Kyiv, Kirovohrad, Vinnytsia, Zhytomyr, Sumy, Kharkiv, Odessa, Mykolaiv, Zaporizhzhia, Poltava, Dnipropetrovsk e Donetsk.
Intanto le autorità ucraine hanno bocciato l’idea di un viaggio di pace del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in Russia, a Mosca, dove si recherà prima di andare due giorni dopo a Kiev. «Non è una buona idea, non capiamo l’intenzione di viaggiare a Mosca e parlare con Putin. Guterres non è autorizzato a parlare per conto del Governo ucraino nei suoi sforzi di pace. Ogni colloquio di pace è buono se finisce con risultati. Dubito davvero che quei colloqui organizzati dal segretario generale dell’Onu finiranno con qualche risultato. Molti leader di Paesi del mondo civile e di organizzazioni internazionali hanno tentato questa negoziazione ma sembra che la Federazione Russa e Putin non siano interessati. Sono interessati ad altre cose, al genocidio degli ucraini», hanno concluso da Kiev.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta oggi al Raisina Dialogue in India: «in Europa, vediamo l’aggressione russa come una minaccia diretta alla nostra sicurezza. Faremo in modo che l’aggressione non provocata e ingiustificata contro l’Ucraina sia un fallimento strategico – ha detto. – È per questo che stiamo facendo tutto il possibile per aiutare l’Ucraina a lottare per la sua libertà. Ecco perché abbiamo immediatamente imposto sanzioni massicce, dure ed efficaci».
Il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore della Germania a Mosca e ha deciso di espellere 40 diplomatici tedeschi in risposta alla medesima espulsione decisa da Berlino.
Intanto Kiev si prepara a rinominare le strade fino ad oggi intitolate a personaggi russi o bielorussi e a rimuovere monumenti o memoriali legati all’Urss o alla Russia.
È saltata la possibilità di un corridoio umanitario per evacuare i civili da Azovstal: lo comunica la vicepremier di Kiev, Vereschuk, che spiega che non ci sono accordi con Mosca. «Il corridoio umanitario viene aperto previo accordo di entrambe le parti. Il corridoio, annunciato unilateralmente, non fornisce sicurezza, e quindi, di fatto, non è un corridoio umanitario», ha scritto, e ha chiesto l’intervento dell’Onu: «abbiamo fatto appello al Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres chiedendo di avviare e garantire un corridoio umanitario da Azovstal per i civili. In particolare, chiediamo che i rappresentanti dell’Onu e del Comitato internazionale della Croce Rossa siano presenti nel convoglio umanitario».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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