
Nei giorni scorsi era sceso sotto quota 1,05
L’euro risale a 1,0561 dollari dopo che nei giorni scorsi era sceso sotto quota 1,05, segnando nuovi minimi da cinque anni a questa parte, non lontano dai valori del 2002.
Si tratta di movimenti legati ai continui rafforzamenti del dollaro, che sconta una sempre più probabile accelerazione della Fed nel rialzo dei tassi di interesse contro l’alta inflazione. Il mese che si sta per concludere si profila con il maggior cumulato di rialzi per il dollaro da oltre 7 anni.
La prossima settimana si riunirà il FOMC (Federal Open Market Committee) il direttorio della banca centrale Usa, che il 4 maggio comunicherà le sue decisioni in materia di politica monetaria. Si attende un aumento da 50 punti base sui fed funds, ma c’è anche chi ha ipotizzato 75 punti base in più. La Fed dovrebbe inoltre avviare la manovra di graduale riduzione della mole del bilancio, non rinnovando parte degli enormi stock di titoli accumulati negli anni scorsi con il Qe, quando giungono a scadenza.
Secondo Eurostat il Pil dell’area valutaria ha rallentato la crescita al più 0,2% nel primo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti. In Italia invece ha accusato una contrazione dello 0,2%, il dato peggiore delle maggiori economie dell’area: va, però, considerato che non sono ancora state rimosse tutte le restrizioni adottate a causa della pandemia. La Germania, che aveva accusato un calo dello 0,3% del Pil sul quarto trimestre, ha registrato un più 0,2% a inizio 2022.
A contribuire negativamente anche lo stop delle forniture di gas da parte della Russia.
di: Francesca LASI
FOTO: SHUTTERSTOCK
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