
Il Ministero delle Infrastrutture ucraino ha chiuso con un’ordinanza i porti di Berdiansk, Mariupol, Kherson e Skadovsk
Il 67esimo giorno del conflitto procede fra bombardamenti, bilanci di vittime e tentativi di mediazione. Il presidente ucraino ha incontrato a Kiev la speaker della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, insieme a una delegazione del Congresso alla quale hanno preso parte i deputati Jason Crow, Jim McGovern e Adam Schiff.
«Crediamo di essere in visita per ringraziarvi della vostra lotta per la libertà. Siamo su una frontiera della libertà e la vostra lotta è una lotta per tutti. Il nostro impegno è essere lì per voi fino a quando la battaglia non sarà finita» ha dichiarato Pelosi in merito alla visita, che non era stata annunciata.
Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba è poi intervenuto anche sul processo negoziale in corso. In un’intervista a Xinhua, dopo aver chiesto alla Cina di assumere il ruolo di mediatore (qui), ha ribadito che “l’unico modo per garantire ordine e stabilità a lungo termine in Ucraina è ripristinare la sovranità su tutto il suo territorio entro i confini internazionalmente riconosciuti“.
Kuleba ha avuto un colloquio anche con Blinken, per suggellare quanto stabilito nell’incontro della scorsa settimana. Il segretario di Stato Usa lo ha aggiornato sui piani per il ritorno in Ucraina dei diplomatici statunitensi.
Intanto, il Ministero delle Infrastrutture ucraino abbia chiuso con un’ordinanza i porti di Berdiansk, Mariupol, Kherson e Skadovsk fino al “ripristino del controllo” nazionale sulle città.
«Tale decisione è stata presa a causa dell’impossibilità di servire navi e passeggeri, nonché di garantire un livello adeguato di sicurezza della navigazione e protezione dell’ambiente durante le operazioni militari russe in queste regioni che minacciano la vita e la salute umana» si legge nella nota del Ministero.
Da Mosca arrivano nuove accuse: il ministero della Difesa russo ha dichiarato di avere le prove di un “attacco mortale, effettuato da nazionalisti ucraini, che ha preso di mira una scuola e un asilo nido nella regione di Kherson, con morti e feriti tra i civili”.
In particolare si riferisce di un bombardamento nei territori “liberati” di Kiselevka e Shirokaya Balka nella regione di Kherson.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE
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