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Contratti, al via il rinnovo per i dipendenti pubblici. Sì ad aumenti e arretrati

L’Aran ed i sindacati hanno firmato il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici di ministeri, agenzie fiscali ed enti non economici, fra cui Inps ed Inail

Buone notizie sul fronte lavoro pubblico. Al via il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici di ministeri, agenzie fiscali ed enti non economici, fra cui Inps ed Inail. L’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni) ed i sindacati hanno firmato definitivamente l’accordo per il comparto Funzioni centrali, la cui pre-intesa era stata siglata il 21 dicembre scorso ed è arrivato anche il via libera della Corte dei Conti.

Arrivano aumenti ed arretrati: nel primo caso si tratta di 105 euro medi per 13 mesi, cui si aggiunge un beneficio pari ad altri 20 euro medi mensili, grazie alle risorse aggiuntive stanziate nella legge di Bilancio per il 2022. Gli arretrati medi sono invece pari a circa 1.800 euro, come calcolato dalla stessa Aran.
Ad essere interessati sono 225 mila statali. L’ipotesi sul tappeto è che gli aumenti e anche gli arretrati possano arrivare in busta paga a giugno, anche se si era pensato una anticipazione straordinaria già a maggio sulla quale però c’è ancora incertezza. «Aumenti e arretrati in arrivo rappresentano una boccata d’ossigeno per i lavoratori, in un momento caratterizzato da un generalizzato aumento dei prezzi», sottolinea il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

Non solo. L’accordo punta sulla formazione e introduce una quarta area, ossia “l’area delle elevate professionalità” in cui saranno inquadrati i dipendenti altamente qualificati, che si affianca alle altre tre aree professionali (Area degli operatori, Area degli assistenti, Area dei funzionari). C’è anche la regolazione del lavoro agile, con il richiamo alla contrattazione e all’accordo individuale che preveda la durata e l’indicazione delle giornate da svolgere all’interno e al di fuori della sede di lavoro, i tempi di riposo e di disconnessione del lavoratore.

Soddisfatti i sindacati che parlano di accordo “innovativo” e puntano ora a chiudere anche gli altri contratti pubblici e a portare avanti la valorizzazione del personale.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

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