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Crisi Ucraina, la Coldiretti lancia l’allarme: “25 milioni di tonnellate di cereali bloccati nei porti”

Tokyo annuncia nuove sanzioni contro Mosca. L’Ue valuta un debito comune per 15 mld per aiutare Kiev. L’Ue propone un meccanismo flessibile sull’embargo petrolifero

Quasi 25 milioni di tonnellate di cereali, tra grano, mais e altri prodotti, sono bloccati nei magazzini ucraini in attesa di essere spediti, con un impatto devastante sugli approvvigionamenti di numerosi Paesi in via di sviluppo ma anche su quelli ricchi. A lanciare l’allarme è la Coldiretti secondo cui l’Ucraina esporta il 10% del frumento tenero destinato alla panificazione per un totale di oltre 18 milioni di tonnellate ma anche il 15% del mais per oltre 27 milioni di tonnellate. «Il blocco delle spedizioni dai porti del Mar Nero a causa dell’invasione russa sta alimentando l’interesse sul mercato delle materie prime agricole della speculazione che – spiega la Coldirettisi sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l’oro fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato che trovano nei contratti derivati “future” uno strumento su cui chiunque può investire acquistando e vendendo solo virtualmente il prodotto, a danno degli agricoltori e dei consumatori».

Intanto il ministero degli Esteri giapponese ha annunciato oggi il varo di una serie di nuove sanzioni contro 141 personalità russe, tra cui il premier Mijaíl Mishustin e il vicesegretario del Consiglio di Sicurezza russo, Rashid Nurgaliev, e 71 imprese delle regioni separatiste di Donetsk e Luhansk. «Il G7 ha svolto un ruolo di primo piano negli sforzi della comunità internazionale per affrontare la situazione in Ucraina. Dobbiamo continuare a rafforzare la sua unità per proteggere la pace e l’ordine nel mondo», aveva affermato venerdì il primo ministro giapponese Fumio Kishida, citato da Nhk News.

La Commissione europea sta invece valutando l’ipotesi dell’emissione di un debito comune per 15 miliardi di euro da destinare come aiuto all’Ucraina, per il sostegno finanziario immediato ma anche in vista della ricostruzione che richiederà centinaia di miliardi. Si tratterebbe di prestiti che sarebbero garantiti dagli Stati membri, sulla falsa riga del Next Generation Eu. Il pacchetto dovrebbe essere presentato il 18 maggio. 

L’Unione europea ha proposto un meccanismo flessibile nell’imposizione dell’embargo petrolifero alla Russia che tenga conto degli interessi di tutti gli Stati membri. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in una conferenza stampa congiunta con l’omologo olandese, Wopke Hoekstra, a Kiev. Secondo il diplomatico la procrastinazione dell’adozione del sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca è “assolutamente inaccettabile“. Tutte le argomentazioni secondo cui l’embargo petrolifero nella forma in cui è stato proposto distruggerà l’economia dell’Ungheria o di qualsiasi altro Paese sono “inverosimili“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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