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Siemens lascia la Russia. Utile trimestrale a 1,2 miliardi

Siemens ha dovuto sostenere 600 milioni di euro di svalutazioni e altri oneri, per lo più registrati nel settore della mobilità ferroviaria a seguito delle sanzioni contro la Russia

Anche Siemens lascia la Russia. Il colosso tedesco attivo nei settori delle tecnologie, della mobilità e dei servizi ha affermato oggi di aver avviato un procedimento per la liquidazione delle attività industriali e di tutti i business. «Condanniamo la guerra in Ucraina e abbiamo deciso di avviare un processo ordinato per chiudere le nostre attività industriali in Russia – ha spiegato il CEO Roland Busch. – Non è stata una decisione facile, visto il nostro dovere di attenzione per i nostri dipendenti e le relazioni di lunga data con i clienti, in un mercato in cui siamo attivi da quasi 170 anni».

La società ha dovuto sostenere 600 milioni di euro di svalutazioni e altri oneri, per lo più registrati nel settore della mobilità ferroviaria a seguito delle sanzioni contro la Russia. L’utile netto è stato di 1,2 miliardi di euro.

Il CEO ha detto che l’azienda si attende ulteriori impatti. «Al momento prevediamo ulteriori rischi potenziali per l’utile netto nell’ordine di centinaia di milioni, anche se non siamo in grado di definire un arco temporale esatto», ha sottolineato Busch.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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