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Appello del Pentagono al Congresso: “serve ok ad altri aiuti a Kiev”

Le autorità ucraine stanno indagando su 41 militari russi sospettati di aver commesso crimini di guerra

Le autorità in Ucraina stanno indagando su 41 militari russi sospettati di aver commesso crimini di guerra nel Paese. Lo riporta l’agenzia di stampa Interfax-Ucraina. La procuratrice generale Iryna Venediktova ha affermato che i sospetti saranno indagati per una serie di reati, dal bombardamento di infrastrutture civili, all’uccisione di civili, allo stupro e al saccheggio. I sospetti ne risponderanno di fronte a un tribunale ucraino.

Secondo l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue Josep Borrell, il percorso diplomatico per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina “non c’è” non perché i partner non lo vogliono. Secondo Borrell, il leader del Cremlino “non vuole fermare la guerra perché ha obiettivi militari e finché non li raggiunge continuerà a combattere, lo ha detto a chiunque gli ha parlato”.

Il capo del pentagono Lloyd Austin ha avuto un colloquio telefonico con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu durante il quale ha chiesto un rapido cessate il fuoco in Ucraina e messo in evidenza l’importanza di preservare canali di comunicazione. Lo afferma il Pentagono. Si tratta della prima comunicazione dall’inizio del conflitto.

Il capo dell’intelligence militare ucraina prevede che la guerra raggiungerà un punto di svolta entro la metà di agosto e finirà entro la fine dell’anno. «Sono ottimista» ha detto il maggiore generale Kyrylo Budanov, capo degli 007 ucraini, in un’intervista a Sky News, sottolineando che “il punto di non ritorno sarà nella seconda parte di agosto e la maggior parte delle azioni di combattimento attive termineranno entro la fine di quest’anno: rinnoveremo il potere ucraino in tutti i nostri territori che abbiamo perso, inclusi Donbass e Crimea“.

Secondo Budanov, inoltre, Vladimir Putin sarebbe “gravemente malato di cancro e in Russia è già in corso un golpe per rimuoverlo”.

Il Pentagono rivolge un appello al Congresso Usa ad approvare entro il 19 maggio il nuovo pacchetto di aiuti a Kiev per un valore di 40 miliardi di dollari: «Dal 19 maggio – ha spiegato il portavoce John Kirby – inizieremo a non poter più inviare gli aiuti se il pacchetto non sarà approvato, quindi occorre vararlo entro quella data per “non avere interruzioni nella fornitura degli aiuti». Il provvedimento ha già ricevuto l’ok della Camera dei Rappresentanti. Resta quello del Senato, dove il senatore repubblicano Rand Paul lo ha per ora bloccato.

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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