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Le big tech stanno rallentando le assunzioni

Dopo il boom di nuovi impiegati innescato dalla pandemia, Meta, Amazon e altri colossi statunitensi hanno annunciato un freno agli obiettivi di assunzione

Il direttore finanziario di Meta David Wehner, interpellato a fine mese da alcuni analisti, ha parlato di un “aggiustamento” degli obiettivi di assunzione dell’azienda. La notizia è in realtà rappresentativa delle politiche ambientali di tutti i principali big tech statunitensi.

Da Facebook a Uber e da Amazon a Twitter, infatti, le companies stanno attraversando una fase di stallo dopo il boom sperimentato durante la pandemia e stanno gradualmente rallentando le nuove assunzioni.

«Alla luce delle nostre previsioni di spesa, stiamo rallentando la crescita» ha confermato all’Afp un portavoce di Meta, precisando comunque che l’obiettivo di aumentare l’organico dell’azienda sarà spalmato nel lungo periodo e non accantonato.

La frenata arriva dopo che a fine marzo i dipendenti di Meta erano 77.805, il 28% in più rispetto al 2021.

Gli obiettivi di assunzione rivisti al basso riguardano anche Amazon, che negli Stati Uniti sono il secondo datore di lavoro per numero di dipendenti (1,6 milioni alla fine del 2021, seconda solo a Walmart). Dopo aver più che raddoppiato le assunzioni dal 2019, anche il primo marketplace del mondo rallenta i programmi di inserimento.

«Quando la variante (Omicron) è diminuita nella seconda metà del primo trimestre e i dipendenti sono rientrati, siamo passati rapidamente da una situazione di carenza di personale a un eccesso di personale» ha infatti spiegato il direttore finanziario del gruppo Brian Olsavsky.

Il problema riguarda anche Twitter. Nonostante l’annuncio di Musk di voler implementare l’organico dell’azienda (qui il suo piano strategico), in questa fase di transizione il social ha preferito sospendere le assunzioni non essenziali.

Ancora, Dara Khosrowshahi, amministratore delegato e numero due di Uber, ha scritto in un’e-mail ai suoi dipendenti che le nuove assunzioni saranno da considerarsi “un privilegio”.

Mentre le big annunciano un freno alle nuove assunzioni, altre imprese del tech hanno iniziato anche a licenziare; è il caso, ad esempio, della piattaforma di brokeraggio online Robinhood che a fine aprile ha annunciato il licenziamento del 9% della sua forza lavoro (quasi 350 posizioni a tempo pieno) o di altre tech app come Cameo.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/JOHN G. MABANGLO

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