
Federalberghi è tornata a chiedere una politica che metta il turismo al centro, sostenendo le imprese del settore che, dopo due anni, tornano a vedere i numeri pre-pandemici
Dalla 72esima assemblea di Federalberghi arrivano segnali di cauto ottimismo, al netto delle preoccupazioni in merito ai costi per le imprese, all’abusivismo e alla carenza di personale.
Gli imprenditori
AGI – Dopo due anni tragici, il turismo ritrova un po’ di ottimismo. Questo il messaggio uscito dalla 72esima assemblea di Federalberghi, dove non sono mancati comunque gli allarmi per le difficoltà delle imprese, che devono fare i conti con il rincaro dell’energia, conseguenza della guerra in Ucraina, il peso del fisco e della burocrazia, l’abusivismo dilagante e la carenza di personale.
«I dati in nostro possesso – ha spiegato in fatti il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – ci fanno essere ottimisti per la stagione estiva, perché abbiamo un ritorno del turismo straniero soprattutto americano, nelle città d’arte».
«Su aprile, maggio e giugno l’Italia ha un tasso di riempimento delle strutture ricettive di 10 punti superiore alla Spagna, nostro tradizionale competitor – gli fa eco il ministro Garavaglia – Non si vedeva da anni, c’è un rimbalzo ma dobbiamo renderlo strutturale».
Ad ogni modo, una rondine non fa primavera e “due fine settimana positivi non possono coprire il buco causato da due anni di stallo” precisa Bocca, secondo cui il dato più importante riguarda il turismo degli italiani: «fanno vacanze e restano in Italia. Questo è un motivo per noi di vanto e orgoglio»
Proprio il turismo italiano, accanto a quello americano in cui “siamo ai numeri di due anni fa“, dovrà sopperire alla mancanza di altri flussi internazionali di visitatori, in particolare Russia, Cina, Taiwan, Corea, Giappone ancora bloccati dal Covid.
Nel 2021 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di oltre 22,5 miliardi di euro (-50,9% dal 2019; i flussi sono ripartiti solo con il recente allentamento delle misure di sicurezza ed è quindi questo il momento di mettere “il turismo al centro dei programmi” della politica, puntando su investimenti e innovazione, oltre che sui cavalli di battaglia italiani, dall’enogastronomia alla ristorazione di qualità.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MEO
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