
Secondo Goldman Sachs un cambiamento dell’attuale coalizione di governo finirà probabilmente per aumentare l’incertezza sulla realizzazione del Recovery Fund, sul suo impatto sulla crescita e, conseguentemente, sul suo contributo alla sostenibilita del debito
Le prossime elezioni politiche in Italia potrebbero minare seriamente la sostenibilità del debito pubblico. E’ quanto ritiene la banca d’affari statunitense Goldman Sachs che ha dedicato una ricerca ad hoc inerenti i Paesi del Sud Europa. A preoccupare non è quindi solo la guerra in Ucraina, con il conseguente fenomeno del caro-energia ergo caro-bollette, o la politica più aggressiva che potrebbe adottare la Bce. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono anche le prossime elezioni parlamentari che si terranno nella primavera del 2023.
In particolare nella ricerca si rileva che “un cambiamento dell’attuale coalizione di governo finira probabilmente per aumentare l’incertezza sulla realizzazione del Recovery Fund, sul suo impatto sulla crescita e, conseguentemente, sul suo contributo alla sostenibilita del debito”. E questo perché, secondo lo studio, nel nostro Paese la componente più scettica (FdI e Lega) nei confronti dell’Europa guida i sondaggi.
Ma il test non è solo italiano. In Grecia la spinta al governo nei sondaggi suggerisce una minore probabilità di un’interruzione della “continuità politica”. Stesso discorso per la Spagna dove le due coalizioni rivali “condividono lo stesso impegno verso l’integrazione fiscale europea e, dunque per l’attuazione del Recovery Fund”. L’Italia quindi è il Paese più a rischio per la sostenibilità del debito, almeno secondo Goldman Sachs.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: SHUTTERSTOCK
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