
Cingolani invita lo Stato a interventi strutturati. Il tetto del prezzo del gas è una misura temporanea
L’Italia non è in carenza di gas e l’aumento è una mera speculazione. Lo ha detto a chiare lettere il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo all’incontro Dipendenza energetica e crescita economica al Festival dell’economia a Torino. «Un anno fa un metro cubo di gas costava 26 centesimi di euro, 0,2, oggi siamo arrivati a 1,5 euro al metro cubo, un aumento del 700% del prezzo, che è stato tenuto per mesi dal mercato, ma non è giustificato perché la quantità di gas nel mondo è rimasta costante. Noi non siamo in un periodo di carenza di gas semplicemente è speculazione», ha sottolineato.
Secondo Cingolani non è accettabile che il gas possa avere un aumento di 7 ordini di grandezza per volatilità, speculazione, andamenti di mercato. «Non è accettabile perché con costi energetici di questo tipo la concorrenzialità in Europa è scesa, molte aziende hanno chiuso e molti utenti non riescono a pagare le bollette perché sono aumentate di quattro, cinque, sei volte, anche se il consumo non è cambiato e anche se la quantità di gas prodotta dal pianeta è rimasta costante», ha aggiunto.
Ecco allora che il ministro invita lo Stato e l’Europa ad interventi strutturati, visto che il tetto del prezzo del gas è una misura temporanea.