
Proseguono i bombardamenti, secondo il presidente Zelensky l’esercito russo controlla il 20% del Paese
La Russia non intende “chiudere la finestra” verso l’Europa. Ad affermarlo è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Bbc: «non abbiamo intenzione di chiudere nulla. L’invio di armi in Ucraina non cambia i parametri dell’operazione speciale. Gli obiettivi della Russia saranno raggiunti, ma l’invio di armi a Kiev porterà più sofferenza all’Ucraina».
Parla anche la portavoce del Consiglio della Federazione, Camera alta del Parlamento russo, Valentina Matviyenko: «i negoziati con l’Ucraina possono svolgersi, ma solo secondo i termini formulati dalla Russia. Non stiamo cercando di accelerare il processo, non insistiamo, ma abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a parlare nei termini che abbiamo formulato, altrimenti nessun colloquio sarà possibile».
Occhi puntati sul prossimo vertice Ue per l’approvazione del sesto pacchetto di sanzioni alla Russia. «L’Ungheria ovviamente rispetterà la decisione congiunta dell’Ue sulle sanzioni al patriarca di Mosca Kirill» – annuncia il portavoce Zoltan Kovasc ungherese su Twitter, aggiungendo che la posizione di Orban sul Patriarca “era nota da tempo” e che nessuno al vertice di Bruxelles si era opposto.
Sullo stesso, spinoso, tema si è espresso il ministro tedesco dell’Economia Robert Habeck, citato da Tagesschau: «il tempo non lavora per la Russia, ma contro la Russia. Non può continuare così ancora a lungo perché l’economia del suo Paese sta crollando drammaticamente e nessuno vuole più investire in Russia» – ha detto, sostenendo che Mosca non potrebbe inoltre più acquistare nulla dai proventi del petrolio o del gas e definendo “vergognoso” che la Germania debba ancora comprare energia dalla Russia.
Il responsabile della politica estera dell’Unione europea, Josep Borrell, è intervenuto al Consiglio di associazione Ue-Giordania ad Amman sostenendo che “Putin sta innescando una grave crisi alimentare“. «L’Ue sta adottando misure urgenti per facilitare le esportazioni di prodotti alimentari e agricoli dall’Ucraina – ha proseguito. – Occorre potenziare le infrastrutture di trasporto e sostenere con forza gli sforzi delle Nazioni Unite per sbloccare la rotta del Mar Nero, coordinarci per garantire una risposta globale alla sicurezza alimentare».
«La lotta dell’Ucraina ruota intorno a dare forma al futuro del Paese e gli ucraini sanno esattamente come vogliono che sia: libero e sovrano – afferma invece la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, intervenuta al Forum GLOBSEC 2022 di Bratislava. – Soprattutto gli ucraini vogliono essere parte della nostra famiglia europea e non accetteranno mai che il Cremlino si metta di traverso: sono d’ispirazione per il resto del mondo».
«L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea non è solo nel nostro interesse strategico ma è anche un nostro dovere morale, una responsabilità storica – ha proseguito. – Ma la velocità del processo d’ingresso dipenderà dall’Ucraina e dal sostegno che le vorremo dare. Gli standard e le condizioni devono essere rispettati, nessuna scorciatoia». Ha poi aggiunto: «se nell’Ue abbassiamo di due gradi il termostato del riscaldamento o aumentiamo condizionatori di due gradi, risparmieremmo tutta la fornitura attuale di Nord Stream 2. Bastano due gradi. Ognuno di noi può contribuire a ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas russo».
La presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, inoltre, ha scritto su Twitter: «a partire da oggi i rappresentanti delle società russe non possono più entrare nelle sedi del Parlamento europeo. Non dobbiamo concedere loro alcuno spazio per diffondere la loro propaganda e fermare le narrazioni false e tossiche sull’invasione dell’Ucraina. Rimarremo uniti e forti contro gli autocrati».
Intanto prosegue il 100esimo giorno di guerra in Ucraina. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso in collegamento video al Parlamento lussemburghese, ha affermato: «la Russia occupa attualmente circa il 20% del territorio ucraino. L’esercito russo ha già distrutto quasi l’intero Donbass ucraino ed è pronto a continuare a uccidere. Il Donbass – aggiunge – era uno dei centri industriali più potenti d’Europa: è semplicemente devastato. Guardiamo Mariupol: c’era mezzo milione di persone e adesso non sappiamo esattamente quanti cittadini siano stati uccisi dagli occupanti. Almeno decine di migliaia in meno di 100 giorni».
La Russia ha confermato la morte del maggiore generale in pensione dell’aviazione russa Kanamat Botashev, ucciso una settimana fa dopo che l’aereo sul quale volava è stato colpito da uno Stinger in corrispondenza della città ucraina di Popasna.
Il sindaco Vadym Boychenko, citato da Ukrinform, riporta che “nel distretto di Mariupol, le forze russe di occupazione uccidono o mettono in prigione amministratori pubblici, funzionari, volontari ucraini, chiunque si rifiuti di collaborare“. Un funzionario pubblico sarebbe stato giustiziato da un plotone di esecuzione, mentre il tribunale della Dpr ha condannato il sindaco di una cittadina a 10 anni di carcere, decine di volontari sono detenuti a Olenivka e “un giudice ucraino è in attesa della sentenza della Dpr, ed è stato torturato“.
Sempre nel Donbass, le forze russe starebbero bombardando il villaggio di Mykolaivka, vicino alla città strategica di Sloviansk, 24 ore su 24. Lo riferisce Sergiy Leshchenko, consigliere del Governo ucraino, citato dal Guardian. Il governatore militare di Donetsk Pavlo Kyrylenko ha aggiunto che i bombardamenti sono stati effettuati oggi su “tutta la linea di contatto”, comprese Sloviansk, Bakhmit e Avdiyivka, dove sono rimasti 3.500 civili.
La scorsa notte un attacco russo sulla città di Kharkiv ha distrutto una scuola, uccidendo una donna – il cui corpo è stato ritrovato sotto le macerie – e ferendo un uomo. Lo riporta la Cnn citando funzionari regionali. Lo scorso 30 maggio, inoltre, sarebbe stato colpito il monastero ortodosso della Santa Dormizione a Svyatogorsk: “sono rimasti uccisi l’archimandrita Galaktion, il monaco Aristokliy e suor Varvara“, come riferisce Hilarion, Metropolita di Donetsk e Mariupol.
La Svezia si unirà agli Stati Uniti, al Regno Unito e alla Slovacchia nell’invio di nuovi armamenti all’Ucraina. La ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, ha scritto su Twitter: «la Svezia invierà in Ucraina razzi antinavali, armamenti contro carri armati e fucili 127 mm con relative munizioni. Il quarto pacchetti di aiuti include anche un supporto finanziario alle forze armate dell’Ucraina. La somma totale degli aiuti è di 95 milioni di euro. La guerra della Russia contro l’Ucraina deve finire».