
Peskov: “Kiev ha congelato i negoziati”. Oggi Macky Sall a Mosca per sblocco scorte di cereali. Severodonetsk in mano ai russi
“Concedere territorio alla Russia non porrebbe fine all’invasione del presidente Vladimir Putin”. Ad affermarlo è la moglie del presidente ucraino, Olena Zelenska. Anche se concedessimo i nostri territori, l’aggressore non si fermerebbe a questo, continuerebbe a premere, lanciando sempre più attacchi contro il nostro Paese» – dichiara, infatti, in un’intervista alla Abc News.
Oggi, intanto, il presidente senegalese Macky Sall, attuale presidente dell’Unione africana, si recherà su invito di Mosca in Russia per un incontro con il suo omologo russo Vladimir Putin, in programma domani a Sochi. Insieme a lui ci sarà il presidente della Commissione dell’Unione Africana. Come si legge nella note, la visita “fa parte degli sforzi compiuti dalla Presidenza in carica dell’Unione per contribuire a sedare la guerra in Ucraina e a liberare le scorte di cereali e fertilizzanti, il cui blocco colpisce in particolare i Paesi africani“.
Dal Cremlino, intanto, il portavoce Dmitri Peskov riferisce che Kiev ha scelto di “congelare” i negoziati. «La parte russa ha espresso chiaramente le sue richieste. Sono ben note a Kiev, ma le autorità ucraine stanno congelando i negoziati. A quanto pare, sotto la pressione dei suoi curatori, l’Ucraina preferisce un’altra opzione» – dichiara, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Dal fronte, il capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk, Serhiy Gayday, citato dalla Cnn, riferisce che l’80% della città di Severodonetsk è in mano ai russi: «in alcune strade, i nostri difensori hanno successo».
I combattimenti stanno interessando anche i villaggi a sud e ad ovest della città. Il bollettino redatto dall’intelligence militare del Regno Unito riferisce: «la Russia ha preso il controllo della maggior parte di Severodonetsk. La strada principale nella sacca di Severodonetsk rimane probabilmente sotto il controllo ucraino, ma Mosca continua a ottenere costanti conquiste locali, rese possibili da una forte concentrazione di artiglieria. L’avanzata russa nel Lugansk non è avvenuta senza costi forze russe hanno subito perdite nel processo».
Sale il bilancio dei bambini che hanno perso la vita in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa: come riporta il procuratore generale di Kiev sono 261, oltre 460 feriti. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, citato dalla Cnn, invece, sarebbero almeno 200 mila i bambini ucraini deportati in Russia dall’inizio della guerra. Il Cremlino starebbe perseguendo una “coerente politica criminale di deportazione del nostro popolo” in aree per lo più remote del Paese. «Lo Stato russo disperde queste persone sul suo territorio e insedia i nostri cittadini, in particolare in regioni remote. Lo scopo di questa politica criminale non è solo quello di rubare le persone, ma di far dimenticare ai deportati l’Ucraina e impedirgli di tornare» – ha detto il leader ucraino.
La Gran Bretagna, intanto, si unirà agli Stati Uniti per l’invio di sistemi missilistici M270 a lungo raggio nel Paese invaso. Di concerto con la Casa Bianca, l’esercito ucraino verrà addestrato per l’utilizzo dei lanciarazzi. Lo rende noto il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace alla Cnn. La Slovacchia, come riferisce su Twitter il ministro della Difesa slovacco, Jaroslav Nad, citato da Ukrinform, fornirà 8 obici semoventi Zuzana 2 di calibro 155mm con una gittata tra 40 e oltre 50 chilometri.