
L’Ocse ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica dell’Italia: ora pronostica un più 2,5% quest’anno, cui dovrebbe seguire un ulteriore rallentamento al più 1,2% nel 2023. Al Governo: “sostenere le fasce deboli contro il caro-vita”
L’Ocse rivede al ribasso la crescita dell’economia globale che sarà del 3% nel 2022, in calo rispetto al 4,5% previsto lo scorso dicembre, e del 2,75% nel 2023. Il nuovo rapporto dell’Organizzazione parigina elenca le principali criticità: crisi alimentare e inflazione. Raddoppia la previsione sui prezzi: «le proiezioni per il 2022 indicano attualmente un’inflazione pari quasi al 9% nei Paesi dell’Ocse, il doppio rispetto alle precedenti previsioni. L’inflazione elevata in tutto il mondo sta erodendo il reddito disponibile reale e il tenore di vita delle famiglie, pesando a sua volta sui consumi. Il clima di incertezza scoraggia gli investimenti delle imprese e probabilmente indebolirà l’offerta per diversi anni. Al contempo, la politica “zero COVID” adottata dalla Cina continua a offuscare le prospettive globali, frenando la crescita del Paese e provocando interruzioni delle catene di approvvigionamento internazionali».
In questo contesto l’Ocse ha drasticamente rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica dell’Italia: ora pronostica un +2,5% quest’anno, cui dovrebbe seguire un ulteriore rallentamento al più 1,2% nel 2023. A dicembre si prevedeva un +4,6% del Pil italiano nel 2022 e +2,6% nel 2023. «Le persistenti pressioni inflazionistiche legate alla guerra e l’incertezza ridurranno i consumi delle famiglie, rallentando la ripresa dei servizi. I nuovi incentivi per il settore privato e le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza mitigheranno alcune delle conseguenze negative derivanti dalle interruzioni degli approvvigionamenti e dall’incertezza sugli investimenti. Poiché il gas costituisce il 42 % del consumo totale di energia, i principali rischi per le prospettive economiche sono rappresentati dai prezzi e dalle forniture di energia. La crescita potrebbe essere rallentata anche da un netto incremento dei rendimenti obbligazionari», si legge nel capitolo dedicato al Belpaese. Per l’Ocse l’Italia deve attuare fermamente il Pnrr e sostenere le fasce più deboli contro il caro-vita.
Ma in generale il peggio potrebbe ancora arrivare. «Il mondo – scrive Laurence Boone, capo economista Ocse – sta già pagando il prezzo dell’aggressione russa. Le scelte operate dai responsabili politici e dai cittadini saranno fondamentali per determinare la misura in cui tale costo sarà distribuito tra i Paesi e i popoli».