
Le commissioni Ambiente e Affari economici del Parlamento europeo hanno bocciato la proposta della Commissione europea di ammettere gas e nucleare nella tassonomia Ue. Ora il testo sarà discusso nella plenaria di luglio
Arriva il primo no del Parlamento Ue all’inserimento del nucleare e del gas tra gli investimenti verdi. Con 76 voti contro 62, e quattro astensioni, le commissioni Ambiente e Affari economici del Parlamento europeo hanno bocciato la proposta della Commissione europea di ammettere le due tecnologie nella tassonomia europea, il vademecum della finanza e delle energie sostenibili.
Si tratta di un documento preparato dalla Commissione Europea per aiutare i governi a raggiungere gli obiettivi previsti dal Green Deal. Consiste in una classificazione che stabilisce quali attività economiche possono essere considerate sostenibili per quanto riguarda l’ambiente, in modo da aiutare aziende, investitori e governi a decidere su quali settori puntare. Secondo i piani della Commissione, sarà una sorta di bussola che guiderà l’economia europea nella transizione ecologica. L’obiettivo è prevenire il cosiddetto greenwashing e promuovere gli investimenti verdi nell’Unione europea.
Il no è arrivato per motivazioni precise: il nucleare, per quanto abbia emissioni di gas serra molto vicine allo zero (è sullo stesso ordine di grandezza di energia solare ed eolica), è accusato di generare scorie radioattive di difficile gestione. Per quanto riguarda il gas la discussione è sui parametri di inquinamento. Gli europarlamentari si rifanno al Regolamento 852 del 2020, che è una sorta di cornice all’interno della quale deve essere scritta la Tassonomia verde. L’articolo 3 prevede alcuni criteri di ecosostenibilità per le attività economiche. E secondo la Piattaforma per la finanza sostenibile, che ha aiutato la Commissione a redigere la classificazione, per rientrare in quei criteri le attività economiche possono produrre fino a un massimo di 100 grammi di anidride carbonica per kilowattora. La Commissione, invece, ha quasi triplicato questa soglia, portandola a 270 grammi, dal momento che a oggi gli impianti più efficienti emettono almeno 316 grammi di CO2 per kilowattora. Da qui il voto contrario in commissione.
Ora il testo sarà discusso nella plenaria del Parlamento europeo, dal 4 al 7 luglio. Se anche l’Eurocamera deciderà di bocciarlo la Commissione dovrà ritirarlo o modificarlo. Gas e nucleare andranno a braccetto: il voto è stato e sarà unico.