
Le aziende registrate nel Paese da cittadini stranieri rappresentano il 10,7% del totale e in due anni sono aumentate di 54mila unità
Elaborando i dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, Unioncamere-InfoCamere ci restituisce una fotografia del tessuto imprenditoriale italiano dal 31 marzo 2020 al 31 marzo 2022. Il primo elemento che emerge dal report riguarda le imprese straniere che si confermano una “realtà sempre più consolidata nel nostro Paese“.
Le imprese straniere nel Paese oggi sono 650mila, il 10,7% del totale, e si trovano nel 94% dei Comuni italiani, segnale che nonostante la pandemia gli esercenti esteri siano riusciti addirittura ad allargare il proprio perimetro.
In questi due anni il numero di imprese guidate da stranieri è aumentato di 54mila unità (+8,7%), a fronte di una crescita media totale delle aziende del 2,3%.
Fra gli elementi che hanno accelerato questa diffusione Unioncamere evidenzia anche gli incentivi al recupero del patrimonio edilizio; risulta infatti che il 39% delle nuove imprese straniere (20.974 unità) si sia registrato nel settore delle costruzioni. La classifica è guidata da Romania e Albania ma aumentano anche le imprese di Nigeria e Pakistan.
Si tratta ad ogni modo di “un’impresa che solitamente nasce piccola, poco strutturata, espressione delle capacità del singolo e delle opportunità del mercato. I consistenti flussi di immigrati che arrivano nel nostro Paese penso che continueranno ad alimentare questa dinamica e quindi l’ulteriore diffusione del tessuto imprenditoriale straniero, che è un fattore di crescita per tutta l’economia nazionale».
«Queste imprese, però, vanno aiutate a rafforzarsi e a integrarsi pienamente nel tessuto produttivo e sociale italiano» conclude il report.