
Il report annuale di AlmaLaurea evidenzia come i laureati registrino un tasso di occupazione del 14% superiore rispetto ai diplomati
L’ultimo rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale in Italia dimostra ancora una volta come la laurea offra maggiori possibilità di trovare lavoro.
Lo confermavano anche i dati dell’Istat secondo cui nel 2021 era impiegato il 79,2% dei laureati fra i 20 e i 64 anni, a fronte del 65,2% di occupazione di chi è in possesso del solo diploma.
AlmaLaurea aggiunge che, a un anno dal conseguimento del titolo, il 74,5% di chi ha una laurea di primo livello triennale lavorava; percentuale che cresce al 74,6% nel caso di laurea di secondo livello specialistica e magistrale. Rispetto al 2019 (l’indagine di AlmaLaurea non ha preso in considerazione i dati del 2020 “per la sua particolare connotazione determinata dall’insorgere della pandemia da Covid-19“) le due percentuali sono in crescita rispettivamente dello 0,4% e del 2,9%.
Queste percentuali crescono ulteriormente a cinque anni dal conseguimento del titolo, quando lavora l’89,6% di chi ha una laurea di primo livello e l’88,5% dei laureati di secondo livello; entrambi i dati sono in crescita rispetto al 2019 dello 0,9% e dell’1,7%.
Per quanto riguarda le retribuzioni, il mensile netto a un anno dal titolo per i laureati di primo livello è di 1.340 euro (+9,1% dal 2019), 1.407 euro (+7,7% dal 2019) per i laureati di secondo livello. Le retribuzioni aumentano sensibilmente a cinque anni dalla laurea, con una paga mensile netta di 1.554 euro (+8,3% dal 2019) nel caso di titolo di primo livello e 1.635 euro (7,3% dal 2019) con un titolo di secondo livello.
Infine, AlmaLaurea stila anche una lista delle lauree più richieste, basata sui dati di laureati di secondo livello intervistati a cinque anni dal titolo. Fra i vari settori disciplinari ci sono nette differenze. Il tasso di occupazione sfonda la percentuale del 90% per i laureati del settore medico farmaceutico (primo col 92,9%) in informatica e tecnologie ICT, ingegneria industriale e dell’informazione, del gruppo economico e in architettura e ingegneria civile (questi ultimi due secondi con (92% di occupazione).
I gruppi disciplinari relativi all’educazione e alla formazione, alle materie giuridiche e all’arte e design registrano invece un tasso di occupazione inferiore all’83%.