
Borrell: il blocco del grano in Ucraina è un crimine di guerra
In vista dell’appuntamento di giovedì e venerdì a Bruxelles, spunta la bozza con le conclusioni che saranno presentate dal Consiglio Ue e che vanno nella direzione di un “ulteriore aumento del sostegno militare nell’ambito del Fondo europeo per la pace“.
«L’Unione europea resta fermamente impegnata a fornire ulteriore sostegno militare per aiutare l’Ucraina a esercitare il suo diritto intrinseco all’autodifesa contro l’aggressione russa, la difesa della sua integrità territoriale e della sua sovranità» si legge nel documento.
Fra i temi in discussione c’è anche la questione della sicurezza alimentare: a tal proposito il Consiglio “esorta la Russia a smettere immediatamente di prendere di mira le strutture agricole e a sbloccare il Mar Nero, in particolare il porto di Odessa, in modo da consentire l’esportazione di grano e le operazioni di navigazione commerciale“.
Il Coniglio europeo degli Affari Esteri ha sottolineato l’impegno europeo a gestire le conseguenze della mancanza di sicurezza alimentare e ha voluto porre l’attenzione sulla “guerra di aggressione ingiustificata, non provocata e illegale della Russia contro l’Ucraina” che ha “drammaticamente aggravato la crisi”.
Josep Borrell ha sottolineato l’impegno europeo per “le iniziative Onu per sbloccare l’export dall’Ucraina” e scongiurare così il “rischio di grave carestia, soprattutto in Africa“. Il problema è dato “dal blocco russo del grano ucraino, milioni di tonnellate di grano bloccate e milioni di persone che non possono avere questo grano“.
«Le nostre sanzioni non impediscono loro di partecipare allo scambio di materie prime alimentari e fertilizzanti con la Russia o con parti terze» spiega Borrell.
«Sono sicuro che le Nazioni Unite alla fine raggiungeranno un accordo – ha dichiarato. – È inconcepibile, non si può immaginare che milioni di tonnellate di grano rimangano bloccate in Ucraina mentre nel resto del mondo la gente soffre la fame. Questo è un vero crimine di guerra . Quindi non posso immaginare che durerà ancora a lungo».