
Svolta per la banca centrale in Israele, tassi all’1,25%
In comunione con quanto sta accadendo sul suolo internazionale, la banca centrale in Israele ha alzato il tasso di interesse di riferimento di mezzo punto percentuale: dallo 0,75% all’1,25%.
È il terzo aumento consecutivo del tasso d’interesse, che si è reso necessario perché l’inflazione su base annua ha raggiunto il +4,1% a maggio, ben al di sopra dell’intervallo obiettivo annuale del governo dell’1%-3%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 3%.
Secondo il dipartimento di ricerca della Banca il Pil crescerà del 5% nel 2022 e del 3,5% nel 2023, 0,5 punti percentuali in meno rispetto alla precedente previsione per ogni anno. Il tasso di inflazione dovrebbe essere del 4,5% nel 2022 e scendere al 2,4% nel 2023.
Come ha spiegato il governatore della Bank of Israel, il mercato del lavoro “resta teso”: «il tasso di occupazione è tornato ai livelli pre-crisi Covid-19 e anche più alti. Il numero di offerte di lavoro è elevato nella maggior parte dei settori. La tensione del mercato del lavoro sta portando anche ad alcuni aumenti salariali, in particolare nei settori con un’elevata domanda di lavoratori, e quindi ha anche un impatto sull’andamento dell’inflazione».