
L’Ue obbliga gli Stati membri a nominare un’autorità competente entro il 10 novembre 2022. Ma l’Italia è ancora indietro
L’attività di crowdfunding rischia di fermarsi in Italia a novembre. Contando tutte le piattaforme fintech i finanziamenti a piccole e medie imprese e startup l’anno scorso hanno sfiorato i 3,5 miliardi, contro i 2,3 del 2020. Tuttavia, a causa della scarsa regolamentazione, il settore rischia di avere uno stop il prossimo autunno.
L’Italia è stato il primo Paese in Europa a creare con la Consob un sistema di norme per normalizzare l’attività di crowdfunding, gettando le basi del Regolamento europeo. Entrata in vigore il 10 novembre 2021 la nuova legge comunitaria obbliga gli Stati membri a nominare un’autorità competente entro un anno, ovvero entro il 10 novembre 2022. Ma il paradosso è che l’Italia, che in un primo momento aveva agito da precursore, non ha ancora trovato una soluzione. Di conseguenza, allo scadere del tempo concesso dall’Unione, le attività di crowdfunding dovrebbero essere sospese su tutto il territorio nazionale.
La situazione di stallo potrebbe costringere le piattaforme italiane ad abbandonare il nostro Paese, investendo all’estero.