
Il presidente ucraino Zelensky sottolinea che l’Ucraina sta “combattendo per la pace”. Medvedev sulla possibilità di un attacco in Crimea: “per responsabili arriverà il giorno del giudizio”
«Questa è una guerra in Ucraina che la Russia ha iniziato, che la Russia continua e che la Russia non vuole finire. L’Ucraina difende la propria terra, la propria sovranità, il proprio territorio. L’Ucraina sta combattendo per la pace. Si tratta di un crudele paradosso del XXI secolo, ed è una realtà per gli ucraini». A fare tali affermazioni è il presidente ucraino Zelensky su Facebook, citato da Ukrinform.
Torna a parlare anche il vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca, Dmitri Medvedev secondo il quale alcuni politici ucraini starebbero “cercando di minacciare” la Federazione Russa. E avverte: se dovesse verificarsi un attacco in Crimea, “per tutti loro arriverà immediatamente il giorno di giudizio. Sarà molto difficile nascondersi“, come riporta Ria Novosti.
Proseguono i bombardamenti su territori russi da parte delle forze russe. Nella regione di Donetsk si contano tre civili uccisi e altri 12 rimasti feriti in sole 24 ore. Delle vittime, una è morta a Udachne e una a Pokrovsk. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale, Pavlo Kyrylenko, su Telegram, citato da Ukrinform. Il bilancio dall’inizio del conflitto è di 623 civili uccisi e 1.598 sono rimasti feriti.
Non è ancora noto, invece, il bilancio dell’attacco su Pokrovsk. Stando a quanto riferito da fonti della polizia locale e dal sindaco Ruslan Trebushkin, citato da Kiev Independent, i russi avrebbero colpito obiettivi civili due volte danneggiando almeno 27 case.
Nel frattempo, secondo l’intelligence militare ucraina citata da Ukrinform, gli agenti dell’intelligence russa sarebbero stati incaricati di determinare e tracciare le rotte utilizzate per trasferire le armi occidentali in Ucraina. Tra le informazioni che dovrebbero raccogliere gli addetti militari russi in tutta l’Unione europea ci sono non solo le rotte e gli itinerari delle spedizioni, ma anche le quantità delle partite di armi che i Paesi alleati consegnano a Kiev.
La Polonia, intanto, fornisce il resoconto sui rifugiati accolti dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa: si contano 4,81 milioni di ingressi. «Nella sola giornata di venerdì sono arrivati nel Paese circa 25.100 rifugiati dall’Ucraina, rispetto ai 24.800 del giorno precedente. Dal 24 febbraio, inoltre, 2,88 milioni di persone hanno lasciato la Polonia per andare in Ucraina, mentre le persone che sono entrate in Ucraina dalla Polonia venerdì sono state circa 23.300»- riferisce Radio Polonia, secondo Ukrinform, che cita un rapporto dell’Agenzia della Guardia di frontiera polacca.