
Questa mattina dei missili russi hanno colpito la regione di Kiev. Zelensky torna a parlare dell’accordo sul grano: “c’è la possibilità di prevenire una catastrofe globale”
«Mattinata problematica, di nuovo il terrore missilistico. Non ci arrenderemo e non ci faremo intimidire. L’Ucraina è uno stato indipendente, libero, indivisibile. E sarà sempre così». Il presidente ucraino Volosymyr Zelensky apre con queste parole la Giornata della statualità dell’Ucraina, da lui introdotta lo scorso anno, dopo un nuovo attacco missilistico sulla regione di Kiev.
Ieri notte Zelensky ha inoltre annunciato che l’Ucraina aumenterà le sue esportazioni di elettricità verso l’Unione europea: «le nostre esportazioni non solo ci permetterebbero di aumentare le entrate in valuta estera, ma aiuteranno anche i nostri partner a resistere alla pressione energetica russa. Faremo gradualmente dell’Ucraina uno dei garanti della sicurezza energetica europea».
Mentre sull’accordo sul grano siglato con la Russia ha aggiunto: «circa 20 milioni di tonnellate del raccolto di grano dello scorso anno saranno esportate. Anche il raccolto di quest’anno, che è già in corso, sarà disponibile per la vendita. Finalmente c’è la possibilità di ridurre la gravità della crisi alimentare provocata dalla Russia. C’è la possibilità di prevenire una catastrofe globale. L’Ucraina può resistere».
Intanto il consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Arestovych rende noto che le forze russe hanno preso il controllo della seconda centrale elettrica più grande dell’Ucraina, la centrale a carbone di Vuhlehirsk, di epoca sovietica. «Hanno ottenuto un piccolo vantaggio tattico» – ha commentato.
Il ministero degli Esteri ucraino, invece, punta il dito contro Mosca accusando la Russia di abbandonare i cadaveri dei soldati per non dover pagare il risarcimento alle famiglie. «Non prelevano i cadaveri dal campo di battaglia perché secondo la loro legislazione la famiglia di ogni soldato morto riceve 7 milioni di rubli. Niente invece se risulta scomparso: nessun corpo significa niente soldi» – dice il portavoce Oleg Nikolenko. 7,421 milioni di rubli (circa 121.000 euro) più un compenso mensile è, infatti, quando promesso dal presidente Vladimir Putin al Consiglio di sicurezza russo per l'”operazione militare speciale” in Ucraina lo scorso marzo.