
Da settembre scatteranno le sanzioni per gli operatori che non aggiornino le proprie liste utenti escludendo gli iscritti al Registro pubblico delle opposizioni
Il Registro pubblico delle opposizioni che tutela i consumatori dalle vendite selvagge degli operatori di telemarketing, entrato in vigore un mese fa, ha già raggiunto i due milioni di iscritti, con una media di 100mila nuove iscrizioni ogni settimana. La vera resa dei conti inizia proprio a settembre, da quando scatteranno le sanzioni per gli operatori che non abbiano aggiornato gli elenchi di contatti escludenti gli iscritti al registro.
Sin dal suo lancio il Roc si è dunque rivelato uno strumento di grande interesse per gli utenti, la cui registrazione diventa però effettiva solo dopo i 15 giorni dall’iscrizione. Ecco perché la regolamentazione ha concesso agli operatori un mese di tempo per adeguare i propri elenchi telefonici e postali.
Le sanzioni in capo a chi dovesse violare le opposizioni degli utenti possono arrivare al 4% del fatturato delle aziende di telemarketing, toccando potenzialmente un valore complessivo di 20 milioni di euro.
Un primo registro delle opposizioni era già nato nel 2011 ed era riferito ai soli numeri della telefonia fissa; questo roc aveva raggiunto mezzo milione di utenti iscritti in 10 anni, dato che conferma ulteriormente il successo di questo strumento aggiornato. Grazie a questo registro, in un decennio sono state emesse sanzioni per circa 100 milioni di euro.
L’aggiornamento del registro ha consentito innanzitutto una semplificazione delle procedure di iscrizione, oltre a estendere l’obbligo ai call center con sede all’estero. Il nuovo strumento del Mise dovrà comunque fare i conti con il telemarketing selvaggio praticato illegalmente da operatori stranieri che non sono soggetti alla legislazione nazionale né sono sottoposti a specifiche convenzioni bilaterali.
Stando alle prime stime delle associazioni consumatori, riportate dal Messaggero, prima dell’entrata in vigore lo scorso mese del Roc gli utenti ricevevano una media di cinque telefonate a sfondo commerciale ogni settimana, a fronte della media di una o due chiamate settimanali registrate dopo la sua attivazione. Un dato che lascia ben sperare ma che va comunque calibrato al periodo estivo in cui tradizionalmente le chiamate dei call center diminuiscono.