
Latte e non solo: l’associazione ha rilevato che aumenti recrod si registrano anche per la robiola, il parmigiano ma soprattutto per i prodotti senza lattosio
Secondo gli scenari prospettati dalle aziende casearie, in mancanza di interventi da parte del Governo, gli aumenti spingeranno il costo del latte, entro fine anno, a oltre 2 euro al litro. Lo rileva la Federconsumatori.
A determinare i rialzi sono principalmente gli aumenti rilevanti registrati sul fronte energia, ma non solo. Contribuiscono in tal senso anche la crescita del costo dei prodotti alla base dell’alimentazione animale (su cui incide negativamente anche la siccità), nonché il forte rincaro del packaging, con carta e plastica in aumento costante da mesi.
In un anno, stando ai dati di Assolatte, il prezzo del latte alla stalla è aumentato del +50%. Tra i banconi del supermercato, invece, il costo del latte è cresciuto rispetto al 2021 del +6,59%.
Nel complesso, ricorda Federconsumatori, al costo dei prodotti del settore lattiero-caseario, è aumentato rispetto allo scorso anno del +7,9%. I rincari “record” riguardano la robiola senza lattosio (+18,29%) e la robiola (+16,78%).
Notevole anche l’aumento del parmigiano reggiano al pezzo (+15,28%), oltre a quello grattugiato (+13,70%). I prodotti senza lattosio, invece, riportino dei costi ancora estremamente cari rispetto agli equivalenti con lattosio (salvo eccezioni): mediamente costano l’11.59% in più.