
Il perdurare del conflitto russo-ucraino ha causato prezzi record al Chicago Board of Trade, il punto di riferimento per il mercato dei cereali
Prezzi del grano in rialzo per la quarta sessione di fila al Chicago Board of Trade, punto di riferimento internazionale del mercato future dei cereali, dopo il record di ieri sui massimi da quasi due mesi per le preoccupazioni sulle forniture dal Mar Nero. Anche il costo dei semi di soia è in rialzo, sebbene i guadagni siano stati limitati dalle maggiori esportazioni argentine e dal calo delle importazioni della Cina.
«Il catalizzatore dei guadagni è stato il presidente russo che ha criticato il corridoio di esportazione dell’Ucraina nel Mar Nero per non aver inviato più grano ai Paesi poveri – ha affermato Tobin Gorey, stratega agricolo della Commonwealth Bank of Australia – Putin ha poi detto che potrebbe cercare di limitare le rotte (e quindi le destinazioni) delle navi che utilizzano il corridoio. E il mercato del grano è, naturalmente, sensibile a qualsiasi suggerimento che il corridoio possa essere chiuso o, come in questo caso, ristretto. Con l’accordo iniziale che scadrà a novembre – ha aggiunto – il presidente della Russia sta forse preparando una premessa per un’estensione».
Il contratto sul grano più attivo del Chicago Board of Trade (Cbot) è aumentato dell’1,28% a 8,37 dollari per bushel dopo essere salito ieri al suo massimo dall’11 luglio a 8,73. Il mais e’ aumentato dello 0,3% a 6,78 dollari per bushel e i semi di soia sono in rialzo dello 0,4% a 14,69 dollari per bushel.
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato ieri che la Russia e il mondo in via di sviluppo sono stati “ingannati” da un accordo di esportazione di grano ucraino mediato dalle Nazioni Unite. Il corridoio di spedizione del grano dall’Ucraina non sta aiutando i Paesi più poveri, poichè la maggior parte delle forniture andrà in Europa, ha affermato Putin durante il Forum economico di Vladivostok.
In questo contesto, ha avvertito, potrebbe valere la pena discutere restrizioni sulle rotte con il presidente turco Erdogan. Mentre Stati Uniti e i Paesi europei hanno sottolineato che il cibo e i fertilizzanti russi non sono soggetti alle sanzioni imposte per l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio, Mosca ha affermato che c’è stato un effetto raggelante sulle sue esportazioni.
I prezzi del grano sono stati messi sotto pressione nelle ultime settimane da un flusso crescente di spedizioni ucraine attraverso il corridoio del Mar Nero, insieme al calo dei prezzi delle forniture ucraine e russe.
Nel mercato della soia, si prevede che l’aumento delle forniture dall’Argentina e il rallentamento della domanda cinese peseranno sui prezzi. Gli agricoltori argentini hanno venduto un totale di 2,13 milioni di tonnellate di semi di soia tra lunedì e martedì, superando in soli due giorni le 667.000 tonnellate vendute la scorsa settimana dopo che il governo ha stabilito un tasso di cambio preferenziale per le esportazioni dei semi oleosi. Le importazioni cinesi di soia ad agosto sono scese del 24,5% rispetto all’anno scorso.