
L’accordo nazionale riguarda oltre 40mila addetti alla cura della persona e tremila aziende del settore. Tra gli obiettivi, quello di combattere gli accordi privati, che danneggiano i lavoratori
È stato firmato ieri, presso la sede nazionale di Confcommercio in piazza Belli a Roma, il primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, da applicarsi agli oltre 40mila addetti dipendenti delle circa 3mila imprese del terzo settore associate a Confcommercio, sottoscritto dai sindacati di categoria Fisascat Cisl e Uiltucs e dall’associazione imprenditoriale Confcommercio, Salute, Sanità e Cura con l’assistenza di Confcommercio Imprese per l’Italia.
Tra i principali obiettivi dell’intesa, uniformare i trattamenti economici e normativi per gli addetti del settore socio-sanitario-assistenziale e delle cure post intensive, ricondurre in un unico alveo contrattuale applicativo le forme spurie di contrattazione, contrastare forme emergenti di dumping contrattuale presenti nel terzo settore di natura privatistica (sostanzialmente dei “contratti pirata”).
Il trattamento retributivo prevede un incremento economico a regime pari a 72,57 (erogati in due tranche: 58,89 a settembre 2022 e 13,98 a settembre 2023) per il livello medio 4 S con una retribuzione tabellare a regime di 1.411,84 in linea con i trattamenti economici previsti dagli altri contratti nazionali di settore. Sono previste anche maggiorazioni per il lavoro ordinario notturno e festivo fino al 25%.
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