
Sui dati interviene il ministro delle Politiche agricole Patuanelli: “Servono ricerca, innovazione e comunicazione”
Con 50,27 milioni di ettolitri di vino l’Italia mantiene saldo il primato produttivo mondiale e segna un incremento del 3% rispetto alla media del quinquennio 2017-2021, ma il primato mondiale di fatturato rimane ancora in casa francese.
«Aumentare il valore riconosciuto alle produzioni made in Italy è fondamentale perchè, oggi coi costi crescenti dell’energia e degli imballaggi, costa più la bottiglia che il contenuto. Non possiamo più permettere di essere primi al mondo per volumi senza esserlo anche per valore – ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, aggiungendo che per raggiungere l’obiettivo – servono ricerca e innovazione e va migliorata la comunicazione del vino italiano».
Intanto l’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Uiv presenta la classifica delle Regioni italiane per produzione di vino, capeggiata dal Veneto nonostante il calo del 3% e che, con 11,5 milioni di ettolitri, produce da solo oltre un quinto del vino italiano. Seguono Puglia ed Emilia-Romagna, con rispettivamente 10,6 e 7,4 milioni di ettolitri, per un prodotto complessivo delle tre Regioni pari al 59% dell’intero vigneto italiano.
Importante flessione della Lombardia (-20%), seguita da quella più moderata del Piemonte (-9%) e della Liguria (-5%) mentre si stima in crescita la Valle d’Aosta (+10%). A Nord-Est segnalate in recupero rispetto allo scorso anno sia Trentino Alto Adige (+10%) che Emilia Romagna (+4%) mentre perdite di lieve entità potrebbero esserci in Veneto (-3%), con il Friuli Venezia Giulia sostanzialmente stabile.
Al Centro si assiste al deciso rialzo dei volumi per Umbria (+10%) e Toscana (+12%), seguito da un più moderato aumento nelle Marche e nel Lazio (entrambe a +5%).
Al Sud il lieve incremento della Puglia (+3%) si contrappone alla leggera flessione della Sicilia (-5%); si prevede una produzione stabile per l’Abruzzo, il Molise e la Calabria. In crescita anche Campania (+4%), Sardegna (+15%) e Basilicata (10%).
In tema qualità, secondo l’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Uiv, si aspettano vini eccellenti in Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre puntano l’asticella sull'”ottimo” Piemonte, Val d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna, con Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Basilicata e Calabria più caute su previsioni “buone/ottime”. “Buone” invece le attese per le etichette lombarde e venete.
E secondo l’associazione degli imprenditori europei Ceev, il vigneto Europa ha tenuto, con una crescita della Francia sulla media del quinquennio (+3,5%, a 44 mln di hl), mentre scala per l’eccessivo caldo la Spagna, dove è prevista una contrazione del 16%.
Caldo e cambiamenti climatici tagliano la produzione anche nell’emisfero Sud con la raccolta di uve in flessione in Argentina (-10,4%); Australia (-13,3%); Cile (-7,5%); Nuova Zelanda (-29,5%); Sud Africa (-2,8%).