
Questa mattina il giudice del lavoro del Tribunale di Trieste ha accolto il ricorso presentato dai sindacati. Gli interventi della Cgil e dei ministri Giorgetti, Orlando e Patuanelli
«È una grande soddisfazione e la consideriamo una sentenza esemplare perché condanna la multinazionale per i mancati obblighi di informazione previsti dal contratto nazionale, revoca la procedura di licenziamento e condanna il gruppo al risarcimento di 150mila euro a favore dei sindacati».
Così all’Adnkronos Luca Trevisan, segretario nazionale Fiom commenta l’accoglienza da parte del Tribunale di Trieste del ricorso ex art.28 da parte di Fim Fiom e Uilm contro Wartsila, la multinazionale che nel luglio scorso aveva annunciato la chiusura del sito di Bagnoli della Rosandra a Trieste e l’avvio della procedura di licenziamento per 451 lavoratori.
«Un punto di partenza straordinario e per questo la mobilitazione non si fermerà perché si tratta di garantire l’occupazione e la produzione del sito di Triste», prosegue annunciando per la prossima settimana la convocazione di assemblee dei lavoratori.
«La sentenza del Tribunale di Trieste, che accoglie il ricorso dei sindacati, dimostra che l’approccio di Wartsila era sbagliato, come ripetutamente segnalato all’azienda – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti -. Siamo contenti per i lavoratori e ci auguriamo di continuare nello spirito di sistema territoriale unitario emerso nell’ultimo incontro al Mise».
Sulla vicenda soddisfatto anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando: «La sentenza del Tribunale di Trieste dà ragione ai sindacati e dimostra la bontà della strada intrapresa con il rafforzamento delle norme a tutela dei lavoratori quando siamo di fronte a casi di delocalizzazione selvaggia. Avevamo ragione già un anno fa, quando ci attaccavano dalla destra e da Confindustria: non si può chiudere un’azienda da un giorno all’altro andandosene e abbandonando i lavoratori e un intero sistema economico locale».
«Il Giudice del lavoro del Tribunale di Trieste ha accolto il ricorso presentato dai sindacati in merito al comportamento antisindacale della Wartsila. La procedura di licenziamento dei 451 dipendenti dello stabilimento di San Dorligo è dunque revocata. Ora riprende il percorso di confronto con i sindacati, ma anche se è stata vinta una prima battaglia, le normative nazionali sono ancora troppo deboli contro le delocalizzazioni selvagge» ha aggiunto il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli.