
Le promesse elettorali, dal taglio del cuneo fiscale alla riforma delle pensioni, dovranno aspettare almeno 100 giorni secondo gli artigiani
«Impossibile mantenere, almeno nei primi 100 giorni, le promesse elettorali annunciate in questi ultimi due mesi»: alla vigilia delle elezioni, è lapidaria la Cgia di Mestre secondo cui gli italiani dovranno attendere ancora qualche mese per veder realizzati interventi quali una drastica riduzione delle tasse, una riforma delle pensioni, il taglio del cuneo fiscale.
Secondo l’ufficio studi, entro il 31 dicembre infatti il nuovo Governo, di qualunque colore esso sia, dovrà trovare almeno 40 miliardi di euro, di cui 35 solo per la legge di Bilancio che dovrà impedire che i sostegni finora stanziati decadano dall’anno. Altri cinque miliardi serviranno per estendere fino a fine anno i provvedimenti contro il caro-energia del decreto Aiuti ter.
Nello specifico, di questi 35 miliardi quasi 15 serviranno per rinnovare le misure contro il caro-energia nel primo trimestre del 2023, 8,5 miliardi per indicizzare le pensioni, cinque per il rinnovo del contratto di pubblico impiego, 4,5 miliardi per lo sconto contributivo del 2% ai dipendenti con basso reddito e due miliardi di spese indifferibili.
«Senza contare – aggiunge lo studio – che se il nuovo inquilino di Palazzo Chigi vorrà intervenire con ulteriori provvedimenti per mitigare il caro-energia saranno necessari altri 35 miliardi per ridurre di almeno la metà i rincari che si sono abbattuti quest’anno su famiglie e imprese».