
L’Agenzia internazionale per l’energia ha realizzato un’analisi sul mercato del gas europeo in caso di arresto completo dell’approvvigionamento russo a partire dal primo novembre 2022
Le misure di risparmio di gas saranno fondamentali per l’Europa per mantenere scorte a livelli adeguati fino al termine della stagione termica, in caso di taglio definitivo dei flussi dalla Russia e nell’eventualità di un colpo di coda dell’inverno.
Ad affermarlo nel suo rapporto trimestrale, l’Agenzia internazionale per l’energia che ha realizzato un’analisi sulla resilienza del mercato del gas europeo in caso di arresto completo dell’approvvigionamento russo a partire dal primo novembre 2022.
L’analisi mostra che senza riduzioni della domanda, lo stoccaggio di gas in Europa sarebbe sotto il 20% a febbraio, supponendo un livello elevato di fornitura di Gnl, e vicino al 5%, in cosa di fornitura bassa. Lo stoccaggio scendendo a questi livelli aumenterebbe il rischio di interruzioni dell’approvvigionamento in caso di un’ondata di freddo tardiva.
Pertanto, avverte l’Aie, le misure di risparmio del gas saranno fondamentali per ridurre al minimo i prelievi di stoccaggio e mantenere le scorte a livelli adeguati fino al termine della stagione termica.
L’Europa ha compensato il forte calo delle forniture di gas russo attraverso una diversificazione delle importazioni. In questo modo gli impianti di stoccaggio europei a fine settembre erano pieni quasi al 90%, anche se l’assenza di forniture russe rappresenta una sfida per l’anno prossimo.
L’aumento della domanda di Gnl in Europa, in crescita del 65% nei primi otto mesi del 2022 rispetto all’anno precedente, ha allontanato l’offerta dai tradizionali acquirenti nella regione Asia-Pacifico, dove la domanda è diminuita del 7% nello stesso periodo a causa dei prezzi elevati, clima mite e continui lockdown per il Covid in Cina.
Oltre a diversificare l’approvvigionamento, l’Unione Europea e i suoi Stati membri hanno adottato altre misure per aumentare la sicurezza del gas, come la definizione di obblighi minimi di stoccaggio e l’attuazione di misure di risparmio energetico per il prossimo inverno. Gli impianti di stoccaggio dell’UE erano pieni quasi del 90% alla fine di settembre, anche se l’assenza di forniture russe presenta sfide per il loro riempimento l’anno prossimo.
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