
Nomisma consiglia di acquistarne uno. Come funziona e quanto costa
Paura della bolletta? Secondo Nomisma Energia, la soluzione è comprare “un generatore elettrico per questo inverno e forse anche per il prossimo”. Una sorta di “modesta proposta” (alla Swift per i più letterati) che non ha mancato di suscitare ironia e polemiche. Ecco cos’è un generatore e qual è il prezzo da pagare – economicamente e in tranquillità- per averne uno.
Un generatore di corrente elettrica serve, come dice il nome stesso, a generare corrente. È quindi un prodotto che permette di avere energia sempre a disposizione, ad esempio nei casi di emergenza o in luoghi dove non è disponibile; infatti è spesso usato negli ospedali e pronto soccorso dei paesi in crisi bellica o più poveri per sopperire a improvvisi black out nella malaugurata ipotesi che questi avvengano, per esempio, durante un’operazione a cuore aperto. A livello di alimentazione ne esistono tre tipi: a benzina, a gasolio e a gpl. E quindi c’è già un primo malus: un generatore inquina, e non poco.
Nella maggior parte dei casi, il generatore si mette in funzione con un sistema manuale a strappo. Alcuni modelli dispongono di un motorino di avviamento collegato a una batteria per azionarlo, che però fa lievitare dimensioni e costi della macchina. Il generatore a benzina è composto da un motore a scoppio: la combustione fa muovere i pistoni presenti all’interno e questo movimento genera energia meccanica attraverso l’alternatore. che attraverso altri passaggi viene trasformata in energia elettrica.
Un problema è lo spazio: i più piccolini ed economici, il cui prezzo si aggira intorno ai 400 euro, sono i generatori monofase a benzina. Quelli monofase sono consigliati per alimentare oggetti come lampadine, radio, trapani e smerigliatrici. Quindi non risolveranno il problema di tenere accesa casa d’inverno. L’alternativa sono quelli da 1.000 euro, o quelli ancora più potenti – utilizzati nei cantieri per esempio – per cui si arriva anche sopra i 10mila euro. Questi ultimi sono i trifase, utilizzati per alimentare apparecchi che necessitano di una maggiore quantità di corrente, come ad esempio un forno o un macchinario industriale. Va pure detto che si auspica che chi lo compra viva da solo in aperta campagna. Oltre all’odore della benzina – non proprio un toccasana per i polmoni- e all’investimento notevole in termine di spazio c’è da tenere in considerazione il rumore. Se già i vostri vicini mal sopportano le martellate alle 8 della domenica mattina, difficilmente non reagiranno bellicosamente a un motore che sbuffa e sferraglia.
Satira a parte, va detto che la proposta di Nomisma non è tanto rivolta ai privati ma alle aziende. Come ha dovuto poi specificare il presidente Tabarelli a Radio 24 h, il suo consiglio non era rivolto alle famiglie: «Se la Russia taglia del tutto il gas e se questo inverno farà freddo, noi non ce la facciamo in questi giorni, dobbiamo razionare. Io ho detto comprate un generatore ma lo dicevo per le imprese piccole».