
Ritocchi in aumento dei prezzi degli skipass (dal 5 al 10%) ma anche di abbigliamento sportivo e ristorazione. Nei mercatini poco “Made in Sudtirol”
Boom in Alto Adige sulle piste da sci che ai Mercatini di Natale. Nel primo fine settimana d’Avvento è considerata “molto buona” la presenza di turisti sia nelle località di montagna che in quelle di fondovalle. A favorire l’uscita dagli hotel e dalle abitazioni è sicuramente il meteo, sole e temperatura fresca ma gradevole.
Come ha appreso l’Agi a Bolzano, in centro città i parcheggi sono tutti esauriti ed in piazza Walther, dove sorgono i 65 stand del mercatino, è stato un continuo brulicare di persone. Code fuori dalle pasticcerie e dai locali pubblici, dove c’è difficoltà nel trovare un tavolino libero. A visitare il mercatino sono soprattutto famiglie giovani e gruppi di amici.
Passeggiando per gli stand del mercatino bolzanino, il primo di sempre in Italia e quest’anno giunto alla 31/esima edizione (nel 2020 venne cancellato causa covid), tanti i prodotti tipici, dagli addobbi in vetro e ceramica ai capi dell’abbigliamento locale. Attesa agli stand gastronomici per una tazza di vin brulè o di succo di mela.
Tanti visitatori ma ancora pochi affari per i venditori che devono far conto con l’affitto – una bancarella va dai duemila euro fino a quattromila – più le spese energetiche. Rispetto al passato è sempre meno la merce “made in Sudtirol”, ovvero prodotta tra le montagne dell’Alto Adige. Circa la metà dell’oggettistica esposta viene realizzata in altre regioni italiane o da altri Paesi europei ma l’Azienda di soggiorno esclude l’importazione dall’Estremo Oriente.
Per quanto concerne la stagione della sci, nelle località che in questo fine settimana hanno aperto gli impianti ci sono numeri quasi in linea all’epoca pre-covid. Le piste più’ frequentate nelle prime due giornate di sci sono state quelle di Plan de Corones dove l’offerta era maggiore rispetto ad altri comprensori, Obereggen e Madonna di Campiglio.
L’intera filiera della montagna, dagli impiantisti fino agli albergatori passando dai maestri di sci e negozi di noleggio, attendono il bene primario: la neve. I costi energetici sono schizzati e, come sostengono i ristoratori, anche il costo della merce è aumentata.
Ritocchi in aumento dei prezzi degli skipass (dal 5 al 10%) ma anche di abbigliamento sportivo e ristorazione. In questi due giorni hanno aperto la stagione tanti appassionati dello sci ma soprattutto inseriti nei gruppi degli sci club.
Dal prossimo fine settimana le presenze aumenteranno perchè apriranno molte stazioni sciistiche con il Ponte dell’Immacolata che richiamerà anche i primi turisti stranieri. In Trentino Alto Adige si guarda con particolare attenzione ai mercati dell’Est, Polonia e Repubblica Ceca, ma anche di Belgio ed Olanda.