
La morsa del freddo fa calare gli approvvigionamenti: 94% la media europea, 86% le risorse italiane. Ma per ora le riserve resistono bene
L’inverno deve ancora finire, ma secondo quanto diramato dall’agenzia di stampa Ansa l’Europa sta già bruciando decisamente tanto gas (anche se per ora le riserve sono ancora stabili e non dovrebbero esserci problemi di approvvigionamento incombenti). Dallo scorso 31 ottobre all’8 dicembre gli stoccaggi dell’Ue sono scesi dal 94,3% a 1.053,22 TWh all’89,41% a 1000,28 TWh, bruciando quasi 53 TWh in appena 38 giorni. Complice l’aria fredda della perturbazione Artica che ha fatto scendere in picchiata le temperature e ha innalzato i consumi.
In calo anche le scorte di gas italiane, che dal 95,32% a 184,4 TWh di fine ottobre sono scese all’88,6% a 171,38 TWh, bruciando oltre 13 TWh. Un calo minore si è registrato in Germania, dove le scorte sono scese dal 98,52% a 241,62 TWh al 95,04% a 233,92 TWh, bruciando 7,7 TWh. Scendono di otto punti percentuali anche le riserve d’Oltralpe: brucia infatti 10,32 TWh la Francia, scesa dal 99,79% a 132,33 TWh al 91,33% a 122,01 TWh.