
In un momento di calo dell’attività di funding, le start up africane stanno andando contro corrente
Quello delle start up è un fenomeno molto diffuso e altrettanto delicato da analizzare. Viste da sempre come un fenomeno dell’economia occidentale, si scopre oggi che, se da un lato il funding a livello mondiale è in rallentamento, quello riguardante le start up africane, invece, è in aumento.
Naturalmente non si può parlare di bolla, ancora di più se si pensa che l’Africa è un continente caratterizzato da un’intensa disparità sia politica che sociale ed economica. La dimostrazione si ha guardando le nazioni che, sul fronte start up, sembrano essere più forti: Nigeria, Sudafrica, Egitto e Kenya.
Il settore più gettonato è quello delle start up attive sul fintech anche perché il 90% delle transazioni in Africa avviene tramite contanti. Al secondo posto c’è il cleantech, ovvero lo sviluppo di tecnologie per limitare l’impatto ambientale come l’energia alternativa ed il riciclo dei rifiuti. L’ecommerce si trova al terzo posto.
Guardando ai numeri si parla di una crescita che, anno su anno, nel 2022, è arrivata all’8% come descritto nel report di Partech, venture capital con sede a Parigi. Il tutto proprio mentre, stando ai dati di Crunchbase, si registra una contrazione mondiale di circa il 35%.
Ritornando ad un’analisi generale del settore start up, ramo particolare, sono i cosiddetti unicorni, ovvero le aziende che, nonostante le valutazioni superiori al miliardo, ancora non sono quotate in Borsa. Proprio per questa apparente anomalia, gli analisti si sono divisi tra chi ha giudicato il fenomeno una naturale evoluzione della finanza e dell’economia in generale, dall’altra chi ha temuto la speculazione.
Ad ogni modo, come detto in apertura, quello delle start up in generale è un settore che presenta sempre più spesso caratteristiche a se stanti. Infatti da un articolo dell’Economist l’andamento dei tassi di interesse, misura adattata per riuscire a contrastare l’insorgere dell’inflazione, è sicuramente uno dei fattori che maggiormente possono contrastare o facilitare l’andamento delle start up.
Purtroppo, proprio per la loro natura, le aziende in fase di nascita e che portano avanti un’idea innovativa, rischiano, ovviamente, di essere a corto di finanziamenti. Ma non è solo questa l’unica incertezza. Bisogna sempre tener conto delle spese, marketing compreso, i progetti nati e mai giunti in porto, oppure anche il costo del personale che, solitamente sia nelle piccole che nelle grandi aziende, è il primo taglio a cui si ricorre per ridurre le spese.
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