
Oggi il discorso di Putin all’Assemblea federale russa
La guerra in Ucraina giunge al 363esimo giorno e la giornata di oggi si fa particolarmente tesa per il discorso che Vladimir Putin ha tenuto sullo stato della nazione all’Assemblea federale russa, dove ha parlato a entrambe le camere del parlamento per definire i suoi obiettivi per il secondo anno della sua invasione dell’Ucraina.
Intanto l’Italia è saldamente schierata dalla parte di Zelensky e vuole giocare un ruolo da protagonista anche nella ricostruzione del Paese martoriato da un anno di guerra. Nel suo viaggio verso Kiev la premier italiana, Giorgia Meloni, ha incrociato il presidente Usa, Joe Biden, all’aeroporto di Rzeszow, cittadina polacca vicina al confine con l’Ucraina da dove parte il treno che porta i leader nella capitale ucraina. Biden, di ritorno da Kiev, è arrivato con un lunghissimo corteo di macchine sulla pista dove si trovava il suo aereo C32 e Meloni era scesa da poco dal suo volo in provenienza da Varsavia. I due non si sono incontrati pur essendosi trovati sulla stessa pista contemporaneamente. Il presidente Usa ha chiamato Meloni appena rientrato in Polonia, dopo la visita a sorpresa a Kiev. I due leader “hanno discusso del loro stretto coordinamento in corso sul sostegno all’Ucraina, compresa l’assistenza in materia di sicurezza, economica e umanitaria“, fa sapere Palazzo Chigi. E secondo quanto riportato dalla Casa Bianca Joe Biden “non vede l’ora di dare il benvenuto” alla premier Giorgia Meloni a Washington “quando i loro programmi saranno allineati“.
E’ la prima visita ufficiale della Meloni a Kiev. E’ stata accolta con un mazzo di fiori prima di uscire dalla stazione e salire in auto per trasferirsi in hotel. «Sono onorata, doveroso essere qui – ha detto scendendo dal treno. – Sono determinata a capire quello di cui questo popolo ha bisogno. Credo sia doveroso essere qua per ribadire la posizione del governo italiano e forse anche rendersi conto personalmente di quel che serve a un popolo che si batte per la libertà. È sempre diverso vedere con i propri occhi, credo che aiuti anche gli italiani a capire». Durante la sua visita a Irpin Giorgia Meloni ha messo la sua firma sulla bandiera della città, così come fatto da altri leader che in questi mesi hanno visitato quest’area dell’Ucraina particolarmente colpita dall’aggressione russa.
La premier nel pomeriggio incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Kiev è grata al presidente Meloni per la sua leadership e per il suo impegno nel continuare a sostenere l’Ucraina». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko, commentando la visita del premier italiano a Kiev. «Contiamo sull’ulteriore pieno sostegno da parte dell’Italia nel vincere la pace per l’Ucraina, ristabilire la sua sovranità e integrità territoriale e portare la Russia a rispondere dei suoi crimini – ha aggiunto. – Guardiamo inoltre al ruolo costante di Roma nel rafforzamento delle capacità di difesa dell’Ucraina per proteggere il nostro popolo dalla brutale guerra della Russia»
A Varsavia la Meloni ha incontrato l’omologo polacco Mateusz Morawiecki ed in conferenza stampa ha ribadito la forza del legame tra i due Paesi. «Fin dall’inizio della invasione russa dell’Ucraina l’Italia ha dato il suo deciso sostegno a Kiev: un sostegno finanziario, militare, umanitario e civile a 360 gradi. l’Ucraina e la Polonia sanno di poter contare su di noi, la Polonia rappresenta il confine morale e materiale dell’Occidente ed è una nazione a cui noi dobbiamo dire grazie per il sostegno straordinario che sta dando all’Ucraina. La Polonia può contare su di noi», ha rimarcato.
La loro è una affinità che va ben oltre il conflitto in Ucraina. «Con la Polonia abbiamo una idea molto simile e compatibile di quello che deve essere l’Unione europea: noi vogliamo una Europa che sia un gigante politico e non un gigante burocratico e per quell’Europa lavoriamo – ha detto ancora la presidente del Consiglio – lavoriamo per una Europa in cui vige il principio di sussidiarietà: non faccia Bruxelles quello che può meglio fare l’Italia o la Polonia ma faccia quello che Roma o Varsavia non possono fare da sole».