
Tante le ipotesi al vaglio, dalla semplificazione delle procedure di pagamento a quelle di riscossione. Oltre alla rielaborazione degli scaglioni Irpef e Ires
La legge delega per la riforma del fisco potrebbe sintetizzarsi in pochi punti: tre scaglioni Irpef con aliquote più basse, due scaglioni di Ires, flat tax per tutti e razionalizzazione dell’IVA. Altro punto, inoltre riguarda una possibile revisione, peraltro radicale, del sistema fiscale per gli enti locali.
Inoltre la caratteristica principale parrebbe essere una razionalizzazione anche delle varie imposte. Stando ad indiscrezioni di stampa, sul tavolo ci sarebbero anche colpi di spugna per i tanti mini e micro tributi che potrebbero essere sostituiti da un tributo unico, “eventualmente in misura fissa”. Sì anche all’autoliquidazione anche per l’imposta di successione e per l’imposta di registro il tutto unito allo sviluppo di servizi telematici per facilitare comunicazioni e pagamenti. Facilitazioni che riguarderebbero anche le varie forme di pagamento le quali potrebbero sfruttare anche una rateizzazione fino a 120 mesi.
Altro elemento molto importante, soprattutto in una nazione che, come l’Italia, ha nel mattone un investimento importante. Il regime della cedolare secca potrebbe essere esteso anche agli immobili non abitativi.
Altra nota: un possibile azzeramento dell’Iva su alimentari e beni di prima necessità. In questo caso si vorrebbe portare direttamente alle famiglie un risparmio di circa 300 euro annui. Da parte sua il viceministro dell’economia, Maurizio Leo, commenta “Ovviamente perché una simile misura produca reali benefici ai consumatori, è necessario che i commercianti traslino in modo totale il taglio dell’Iva sui prezzi al dettaglio, prevedendo pesanti sanzioni verso gli esercenti scorretti”.
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI