
Bancari in piena tempesta (perfetta?). Dopo il caso SVB scoppia quello Credit Suisse e questa volta interviene la BCE
La campanella finale sorprende i listini europei con un negativo tra i più pesanti. Milano chiude a -4,6%, il Ftse 100 a -3,9%, mentre il Cac 40 arriva a -3,85%. Il Dax, infine, scende del 3,4%.
Non vanno meglio le cose a Wall Street che sta conducendo le sue contrattazioni in rosso e che, mentre in Europa i listini chiudevano, faceva segnare -1,8% sull’S&P 500, -2% sul Dow e -1,16% sul Nasdaq.
A pagare il prezzo più alto della crisi è l’intero settore bancario protagonista di quella che per molti è una vera e propria tempesta perfetta. Dopo il caso SVB esplode, infatti, quello di Credit Suisse. Come è noto la Saudi National Bank non aumenterà la quota nel gruppo elvetico ed il titolo crolla su tutti i mercati. Anche per questo motivo la banca elvetica si è poi rivolta alla banca centrale svizzera.
In tutto questo, la Bce sta chiedendo agli istituti di credito del Vecchio Continente di rendere note le rispettive esposizioni nei confronti di Credit Suisse anche se i risultati non sembrano saranno resi noti.
Parallelamente gli operatori guardano alla BCE ed alle decisioni sui tassi previste per domandi, con duplice timore: un aumento dei tassi potrebbe essere un’ulteriore zavorra per le banche ma un freno potrebbe essere interpretato come un segnale di crisi sistemica e generare, perciò, ancora più panico.
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