
Il bando, indetto dall’Agenzia per la coesione territoriale, di cui il governo Meloni ha deciso poco più di un mese fa la soppressione, è attivo fino al 13 aprile
Dopo quasi 7 anni dal referendum sulla Brexit ancora domina l’incertezza sulla regolamentazione dei nuovi rapporti, in particolar modo economici, che intercorreranno tra il Regno Unito e l’Unione europea. Con chiare conseguenze all’interno dell’Uk e nel resto d’Europa.
Per tutelare il tessuto imprenditoriale nazionale, l’Agenzia per la coesione territoriale mette a disposizione 112 milioni di euro per aiutare le imprese che hanno subito gli impatti negativi generati dalla Brexit.
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Al bando indetto dall’Agenzia, vigilata direttamente dal presidente del Consiglio, ma di cui il governo Meloni ha deciso poco più di un mese fa la soppressione, possono partecipare tutte le imprese italiane private iscritte nel Registro delle Imprese che risultino danneggiate dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.
Di conseguenza, risultano ammissibili tutte le iniziative realizzate dalle aziende per contrastare le conseguenze negative della Brexit, nell’orizzonte temporale compreso tra il primo gennaio 2020 e la data di presentazione della Proposta di Finanziamento.
Per di più, si legge nell’avviso pubblico dell’Agenzia per la Coesione, il contributo sarà riconosciuto sotto forma di un rimborso a fondo perduto nell’ambito del regime “de minimis” e per un importo complessivo non inferiore a 10mila euro, al netto dell’Iva.
Le domande possono essere effettuate dalle imprese italiane a partire dalle ore 12 del giorno 13 aprile 2023.
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(foto SHUTTERSTOCK)