
Il progetto prevede 50 miliardi di metri cubi di gas che passeranno per i 2600 chilometri di rete
La visita del presidente cinese Xi Jinping in Russia ha portato con sé grandi alleanze economiche e politiche ma ben poche speranze di riuscire a trovare sbocchi per possibili accordi di pace.
Si chiama Siberian Forse 2 ed è il nuovo, gigantesco gasdotto sul quale si sono accordati Vladimir Putin e Xi Jinping. Un’opera monumentale che dovrebbe garantire 50 miliardi di metri cubi di gas che passeranno per i 2600 chilometri di rete che permetteranno alla Siberia di essere collegata allo Xinjiang. Un modo con il quale la Russia reindirizza le proprie risorse dopo le sanzioni internazionali arrivato con lo scoppio della guerra con l’Ucraina.
Pochi i dettagli sui tempi di costruzione, di più, invece, sulla quantità di materia prima che potrebbe essere consegnata da Mosca a Pechino. Si parla di circa 55 miliardi di metri cubi che potrebbero diventare 98 entro il 2030, senza contare i 100 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto (Lng).
Quella commerciale è una priorità che Mosca ha ribadito più volte come essenziale verso la Cina, soprattutto adesso che l’ex Unione Sovietica deve trovare nuovi sbocchi per i suoi mercati. In particolare quella che Putin definisce la Rotta del Mare del Nord, ossia quella che attraverserebbe le acque ghiacciate dell’Artico, rotta che, anche a causa del cambiamento climatico potrebbe essere più facilmente navigabile con la conseguenza di poter aumentare il trasporto di idrocarburi verso l’Asia.
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