
La componente “core” del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,3% rispetto al mese precedente, contro attese per un +0,4%
L’inflazione negli Stati Uniti ha rallentato il passo a febbraio per il terzo degli ultimi quattro mesi. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è aumentata dello 0,3% rispetto al mese precedente, come da previsioni, ed è cresciuta del 5% rispetto a un anno prima, dopo il 5,3% di gennaio (rivista dall’iniziale 5,4%), contro attese per un dato al 5,1%.
La componente “core” del dato, depurata dagli elementi volatili, è cresciuta dello 0,3% rispetto al mese precedente, contro attese per un +0,4%, e del 4,6% rispetto a un anno prima, contro attese per una conferma del 4,7% di gennaio. I prezzi energetici sono diminuiti dello 0,4% in un mese e sono aumentati del 5,1% in un anno, quelli dei generi alimentari sono aumentati dello 0,2% in un mese e del 9,7% in un anno.
Il valore Pce è contenuto nel dato diffuso dal dipartimento del Commercio relativo ai redditi personali e alle spese ai consumi.
(foto SHUTTERSTOCK)