
Il 43% degli intervistati copre solo le spese basilari ma non può far fronte ad un imprevisto economico immediato
L’inflazione come primo nemico da combattere. Le banche centrali internazionali sono state chiare al riguardo anche perché quello dell’aumento dei prezzi è un problema che va ben oltre la questione finanziaria.
Lo sanno bene le famiglie italiane che, all’Osservatorio “Sguardi Famigliari” di Nomisma, confermano le difficoltà che incontrano quotidianamente. Infatti il 43% delle famiglie ritiene il proprio reddito appena sufficiente per riuscire a coprire le spese primarie ma sempre in difficoltà a far quadrare i conti soprattutto con l’eventuale l’arrivo di un pagamento improvviso o di un imprevisto anche modesto che costringe a far ricorso al portafoglio. Sta peggio il 13% di quei nuclei familiari che, invece, ritiene il proprio reddito insufficiente per riuscire a far fronte alle necessità primarie.
Un dato che nei prossimi mesi è visto in crescita al 24% e che si pone in apparente contrasto con i numeri in arrivo dal mercato del lavoro che, invece, denotano un tasso di occupazione ai massimi. Ma il contrasto non è più tale se si considera l’aumento dei prezzi che, come detto, ha ridotto il potere di acquisto e l’indipendenza economica delle famiglie.
Un problema per il 78% delle famiglie che si dichiarano insoddisfatte della propria condizione reddituale. Il peso più grande è rappresentato dalle bollette (50% degli intervistati) con il 16% degli intervistati che non nega di aver avuto molte difficoltà nel pagare le utenze anche in ritardo (4%). Un vero e proprio salasso che nel 39% dei casi ha portato ad una riduzione delle spese primarie, comprese le sanitarie. Il 27% degli intervistati, infine, ha dichiarato di aver trovato difficoltà nel pagare il mutuo o l’affitto della propria abitazione.
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