
Il rischio è che frammentazioni e tensioni possano costare circa il 2% del PIL mondiale
Sarà necessario che i Paesi del mondo facciano tutto il possibile per riuscire a «rafforzare l’impegno sul dialogo e la diplomazia per risolvere le tensioni geopolitiche e prevenire la frammentazione economica e finanziaria», Frammentazioni che potrebbero arrivare a costare circa il 2% del PIL mondiale. Non solo ma sullo scenario gravano anche tensioni che «possono causare una brusca inversione dei flussi di capitale trans frontalieri», con conseguenze anche su nazioni apparentemente lontane ed ancora in via di sviluppo.
Nei pensieri dei vertici del FMI non ci sarebbero solo la guerra in Ucraina ma anche le tensioni tra Cina e Taiwan.
Un quadro che ha portato a scenari che «hanno intensificato le preoccupazioni sulla frammentazione economica e finanziaria globale. La frammentazione indotta dalle tensioni geopolitiche può avere ricadute potenziali importanti per la stabilità finanziaria influenzando l’allocazione del capitale trans frontaliera, i sistemi di pagamento internazionali e i prezzi degli asset».
Foto: Imagoeconomica