
Sono previste multe da 20 a 60mila euro, più le sanzioni penali, per quanti distruggano o deteriorino beni culturali
Il governo mette in campo nuove misure per perseguire gli eco-attivisti che negli ultimi tempi si sono fatti notare anche in Italia con flash mob che hanno preso di mira, imbrattandole, opere d’arte. E, più in generale, per sanzionare chiunque, dai tifosi ai turisti maleducati, ad esempio arrampicandosi sui monumenti o tuffandosi nelle fontane, compia atti che compromettano o vandalizzino beni culturali.
Com ricorda l’Ansa, è successo di recente con la fontana della Barcaccia di piazza di Spagna a Roma, già presa d’assalto nel 2015 dai tifosi del Feyenoord, alla facciata del Senato, a Firenze a palazzo Vecchio e ancora prima con gli atti dimostrativi sulla Primavera di Botticelli agli Uffizi o sulle balaustre della Cappella degli Scrovegni.
Mentre in Parlamento sono state depositate due proposte della maggioranza, il governo ha portato in Consiglio dei ministri un disegno di legge proposto dal titolare della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che introduce delle mega-multe, da un minimo di 10mila fino a 60 mila euro, per gli “imbrattatori” e, soprattutto, prevede che i proventi di queste sanzioni possano essere usati dal Mic per riparare i danni causati da questi atti “vandalici”.
Ma sull’iniziativa arriva subito il fuoco di fila delle opposizioni che bollano le misure come un nuovo caso “rave” e accusano l’esecutivo di voler fare “propaganda”. “
Sono previste multe da 20 a 60mila euro, più le sanzioni penali, per quanti distruggano o deteriorino beni culturali, ed altre sanzioni amministrative, che vanno da 10 a 40mila euro per chi “deturpa o imbratta” questi beni. Il provvedimento destina i proventi delle multe al ministero della Cultura, in modo che siano impiegati per il “ripristino dei beni”. Le sanzioni amministrative sono infatti immediatamente irrogabili dal prefetto del luogo dove il fatto è commesso, sulla base delle denunce dei pubblici ufficiali.
(foto ANSA)