
La Commissione Ue non proporrà il taglio debito-PIL dell’1% l’anno, così come proposto dalla Germania
La Commissione europea non inserirà nel testo di revisione del Patto di stabilità la riduzione annuale di un punto percentuale del rapporto debito/PIL per gli Stati membri che sono oltre la soglia del 60%.Obblighi prefissati sulla riduzione dei debiti pubblici che per l’Italia significherebbero dover effettuare un taglio netto da quasi 20 miliardi di euro l’anno. La richiesta tedesca non sarà quindi accolta. Ad annunciarlo è stata la portavoce per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea, Veerle Nuyts.
«Noi – ha ricordato Nuyts – abbiamo accolto con favore l’avallo del Consiglio europeo di fine marzo sull’accordo, che era stato raggiunto dai ministri delle finanze in sede Ecofin il 14 marzo, sugli orientamenti per la riforma del nostro quadro di governance economica. Le aree di convergenza individuate tra gli Stati membri in sede di Consiglio Ue forniscono alla Commissione una solida base per portare avanti il proprio lavoro sulle proposte legislative, pur continuando a impegnarsi con gli Stati membri su alcune questioni ancora aperte; e data l’urgenza ci proponiamo di avanzare le proposte legislative nelle prossime settimane. Abbiamo anche continuato a dialogare con gli Stati membri dopo l’accordo raggiunto all’Ecofin, e continueremo a farlo, così come con il Parlamento europeo, e continueremo a farlo ovviamente anche dopo la presentazione della nostra proposta. Perché lo scopo ultimo è garantire un ampio consenso su questo importante tema. A questo proposito accogliamo con favore l’obiettivo del Consiglio Ue di concludere il lavoro legislativo entro la fine di quest’anno sulla proposta di riforma del Patto».
Nuyts ha confermato che Bruxelles continua ad impegnarsi con gli Stati membri: «lo abbiamo sempre fatto, abbiamo continuato a farlo dopo l’accordo che è stato raggiunto all’Ecofin, e continueremo a farlo anche dopo. L’obiettivo è proprio quello di garantire un ampio consenso su questo importante tema; ma è anche importante sottolineare che, vista l’urgenza, puntiamo a presentare le proposte legislative nelle prossime settimane».
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