
Il risanamento dei conti pubblici per Roma potrebbe trasformarsi in una stangata
Risanamento dei conti pubblici italiani? Una strada lunga e complicata che secondo le ultime proiezioni elaborate dai tecnici della Commissione europea dovrebbe portare ad una manovra correttiva da 14-15 miliardi l’anno, pari allo 0,85% del PIL. I numeri sarebbero contenuti nella proposta di riforma del Patto di stabilità e crescita presentata oggi e comunicati ai singoli Paesi.
Come si legge in una nota, la Commissione UE ha presentato la sua proposta di riforma con l’obiettivo centrale di rafforzare la sostenibilità del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti.
Il Commissario Paolo Gentiloni in conferenza stampa ha dichiarato che «In primo luogo, le nostre proposte promuovono una maggiore titolarità nazionale attraverso piani strutturali di bilancio a medio termine preparati dagli Stati membri, all’interno di un quadro comune dell’UE con garanzie sufficienti. In questo modo garantiamo contemporaneamente sia la parità di trattamento che la considerazione delle situazioni specifiche del paese».
«In secondo luogo – ha proseguito –, le nostre proposte consentono un’applicazione più credibile come controparte di questo quadro di sorveglianza che offre maggiore margine di manovra agli Stati membri nella definizione delle loro traiettorie di bilancio. In particolare, gli scostamenti dal percorso di bilancio concordato sarebbero la base per eventuali azioni esecutive».
Recentemente in una nota il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha dichiarato che «La riforma del Patto di Stabilità presentata oggi dalla Commissione Europea ci preoccupa particolarmente. Il mancato scorporo degli investimenti produttivi dal conteggio del debito e il parametro dello 0,5% di rientro, con un rapporto debito/pil al 144% ci obbligherebbe a un piano di rientro per svariati miliardi annui. In un contesto di crescente inflazione come quello attuale, ciò potrebbe rilevarsi deleterio per le fasce più povere della popolazione e per i lavoratori».
Il segretario ha inoltre aggiunto che «i Paesi con alto debito e deficit come il nostro, dunque, avranno molte difficoltà nel garantire investimenti nel sociale, nel digitale e green in presenza dei parametri di aggiustamento presentati questa mattina. Inoltre, il combinato disposto della riforma e delle difficoltà del Governo a implementare il Pnrr aumenta le nostre preoccupazioni».
«Restiamo convinti, e per questo ci batteremo con il Sindacato Europeo – conclude Bombardieri – che l’Europa potrà risollevarsi solo se cambierà il paradigma economico dell’austerity e se rafforzerà la solidarietà. Ci auguriamo che tutti i partiti politici e il Governo agiscano di conseguenza a livello europeo»
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