
Si tratta della differenza tra chi, laureato, ha deciso di partire e chi, invece, ha deciso di rientrare
Secondo quanto dichiarato dal chief economist di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice durante ‘Look4Ward’ l’Osservatorio per il lavoro di domani, in Italia sarebbero stati persi negli ultimi 10 anni, circa 80mila laureati. Il calcolo è la differenza tra chi, conseguito il titolo, ha deciso di partire e chi, già all’estero, ha deciso di rientrare. .
«Il punto dolente del sistema paese è il capitale umano». Infatti, continua De Felice, il paese che perde costantemente valore, perde il suo capitale umano. Non solo ma, è sempre De Felice che lo sottolinea, l’Italia è anche la nazione che «presenta la percentuale più elevata di Neet dell’Unione Europea» Numeri alla mano si parla di 3 milioni di giovani tra 15 e 34 anni.
Il paradosso è che con un tasso di disoccupazione che tra i giovani arriva a superare il 22,3%, poco meno della metà delle aziende italiane (45%) ha difficoltà a trovare manodopera.
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